Viaggi & Assaggi

I vini della montagna che respira: da Vulcania a ViniMilo

...quannu i nuvuli vannu a muntagna, posa la truscia c'annunca si vagna ("quando le nuvole vanno verso la montagna, posa la biancheria, altrimenti si bagna". Prov. siciliano).

A muntagna. Così i suoi abitanti chiamano l'Etna: "la" montagna. Per definizione. Non ne (ri)conoscono altre. Una parola che indica un luogo - meglio, un topos, cioè uno spazio che è anche mentale, non solo fisico - mutevole e imprevedibile, per quanto monitorato in tempo reale con rigore e ostinata passione da scienziati come il vulcanologo Salvo Caffo, dirigente del Parco  dell'Etna.

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Vinea Tirolensis n.12: la verticale

Un piccolo evento di quelli che funzionano, interamente autogestito, montato e smontato dai diretti interessati. Diversamente dallo scorso anno, quando la scelta prestigiosa ma inadatta al periodo aveva pregiudicato la buona riuscita della manifestazione, questa volta la Vinea Tirolensis si è rivelata all'altezza delle aspettative logistiche e organizzative. Ottima la scelta del luogo (l'Autocity Barchetti: vicino al casello di Bolzano Sud, un salone automobilistico multimarca ampio, comodo e climatizzato), azzeccata l'idea di far assaggiare alcuni prodotti tipici (nonostante i 39 gradi esterni, tutti abbiano apprezzato la vellutata di patate), ben disposti i banchi dei vignaioli.

Ma il piatto forte della giornata è stata la degustazione verticale dei vini di sei produttori: un piccolo evento nell'evento riservato a pochissimi eletti (grazie all'amico Armin Kobler per la segnalazione tempestiva!).

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Vinix Live! #10: i vini, la gente, la festa

E' stato un Ferragosto all'insegna del buono, quello vissuto in compagnia di tanti amici, wine lovers e non solo (molti con familiari al seguito), quello trascorso a Faedo, al Vinix LIve! n.10 organizzato presso l'azienda Pojer&Sandri.  Una giornata di festa piena, serena, istruttiva e divertente, grazie all'impegno (e al lavoro, e al sacrificio) di Mario Pojer, Fiorentino Sandri, dei loro familiari e collaboratori: ognuno ha fatto del suo meglio, compresi gli amici chiamati a dare il loro contributo con la loro arte (Fabio Vettori e il suo esercito di instancabili formichine, Egidio Petri con le sue opere di scultura,  gli artisti dello spettacolo finale e i tanti generosi produttori di cose buone: pane, pasta, salumi, miele, birra, succhi di frutta, formaggi, Choco&Wine... l'elenco è qui).

Insomma, peccato per chi non c'era.

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Gran Noè 2011, Friulano & friends

Giugno è stato un mese denso di eventi, per il Friuli: Mare & Vitovska nel Carso, Gran Noè - Friulano & Friends, Tipicamente Friulano nel Collio. Molta istituzionalità (pazienza), l'immancabile convegno (ancora pazienza), un pizzico di folklore (Aria di Festa a San Daniele: non indovinerete mai qual'era il prodotto protagonista assoluto), locations straordinarie (il Castello di Duino per Mare & Vitovska; il parco di Palazzo Masetti De Concina a San Daniele per il Gran Noè) , paesaggi splendidi, una cucina stellata, qualche interessante scoperta.

E tanta cordialità, da parte di tutti - calorosa da parte dei produttori.

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Mare, vitovska, Noè e i prosciutti

Vitovska, prosciutto, friuliano e pinot grigio. Degustazioni libere, guidate, concorsi enologici, convegni e visite alle aziende. Accostamenti gastronomici d'elite e tradizionali, osmize e grandi chef.

Tutto (o quasi) il buono e il bello del Friuli in un week end.

E' uno sforzo di comunicazione e organizzazione non banale, quello a cui si sta sottoponendo da alcune settimane l'ERSA, l'ente regionale per lo sviluppo rurale del Friuli, con il patrocinio del Comune di San Daniele (quello del prosciutto) e le consuete associazioni (dall'AIS a Slow Food).

Lo scopo è quello di riuscire in pochi giorni a dare un assaggio sostanzioso delle principali singolarità di una regione come il Friuli, crocicchio di culture e oggi grande laboratorio di iniziative e idee proiettate verso futuri ambiziosi.

Per questo hanno incrociato iniziative come la quinta edizione di "Mare e Vitovska" con un concorso enologico come quello dedicato al Gran Noè 2011 - Friulano & Friends e una manifestazione popolare come Aria di Festa.

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Pinot nero: rischio inflazione?

E' uno dei vitigni più difficili con cui si può avere a che fare, il pinot nero. Al punto che dev'esserci un pizzico di masochismo in quei produttori che si mettono in testa di farlo pur sapendo che darà loro soddisfazioni con il contagocce.

Oppure è il gusto della sfida. Il miraggio di riuscire anche solo ad avvicinarsi, almeno una volta nella vita, a certi modelli inarrivabili e irraggiungibili.

Ma qual'è il modello di pinot nero (ammesso che esista) da perseguire? La domanda, tutt'altro che oziosa, credo se la siano posti anche gli organizzatori del concorso legato alle Giornate Altoatesine del Pinot Nero.

Il concorso è nazionale, e infatti anche quest'anno ha visto in gara oltre una settantina di campioni dell'annata 2008 provenienti da diverse regioni italiane, ma la preponderanza era fortemente in mano all'Alto Adige: e infatti, manco a dirlo, tra i primi dieci Pinot Nero classificati, 9 erano di aziende altoatesine e 1 solo del Trentino. L'elenco dei vincitori si trova qui.

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Cantine Aperte 2011: i consigli di VinoPigro

Che si fa domenica 29 maggio 2011? Come da regola, si va per cantine. Armati, per l'occasione, delle opportune istruzioni per l'uso, si può pensare di avventurarsi alla scoperta di luoghi, persone e soprattutto vini che non si conoscono.

Per chi, come chi scrive, andar per cantine non è solo un piacere ma soprattutto un lavoro (quotidiano), quando si tratta di consigliare dove andare e perchè, cominciano i problemi, tali e tanti sono i nomi di aziende che valgono la pena di un viaggio o di una visita.

In giro per la rete troverete senz'altro un sacco di suggerimenti: tuttavia, avendo scritto un e-book ad hoc per l'enoturista, nel quale abbiamo volutamente omesso di fare nomi di aziende o di consigliare itinerari, in questo post diamo qualche spunto (peraltro limitato solo a poche Regioni), con annesse motivazioni. Tutte le aziende presenti sono state visitate e assaggiate di persona: alcune di loro tuttavia non compaiono tra le cantine citate negli elenchi diffusi dal Movimento Turismo, perciò il consiglio è di telefonare, prima di mettersi in viaggio. 

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La Sicilia (dei vini) che verrà

Non c'è mai molto tempo per assaggi e degustazioni, al Vinitaly: il poco che si riesce a trovare è letteralmente strappato al lavoro. Ma poichè anche l'aggiornamento professionale è lavoro, ecco che anche quest'anno si è riusciti a fare un paio di esperienze degne di nota.

Una di queste ha riguardato la Sicilia: organizzato dal giornale di enogastronomia Cronache di Gusto in collaborazione con l'Istituto della Vite e del Vino, il grande tasting "Il vino che berremo. La Sicilia del futuro" ha visto versare nei bicchieri i vini di 12 diversi produttori, rappresentativi di altrettanti territori e fatti con vitigni per lo più locali tutti da (ri)scoprire: dal catarratto al grillo, dal corinto al nocera, dal perricone al grecanico o all'inzolia, passando da grandi "classici" come il nero d'Avola o lo syrah. Grandi e già affermati - o piccoli e semisconosciuti - che fossero, i produttori che si sono avvicendati a spiegare i loro vini hanno fatto a gara a chi dimostrava più determinazione nel suo progetto, attaccamento alla terra e fierezza della stessa. Una bella prova d'orgoglio, che in alcuni casi ha convinto più dei vini stessi.

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Colfòndo

A me il Prosecco non piace.

Non mi è mai piaciuto, e per quanti sforzi faccia - giuro che m’impegno -  non riesco a farmelo piacere.
Riesco ad accettare alcune etichette (questa e questa per esempio), ma il resto, vi prego, datelo a chi lo apprezza (alcune decine di milioni di persone, più o meno).


Ciò premesso, sono andata a una degustazione di un vino - anzi, di 6 campioni - che col Prosecco normalmente inteso condivide qualcosa.

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Verticale Amarone della Valpolicella Classico Speri

Se chiedete a qualunque produttore "storico " della Valpolicella qual'è il vino-simbolo di questa zona, quello che davvero la rappresenta e nel quale meglio si identifica, vi risponderà senza esitazioni che è il Recioto.

Intanto però, le verticali che vengono organizzate in giro per il mondo sono sempre e solo di Amarone, "figlio" onnivoro, che da errore enologico qual'era, in breve tempo si è trasformato nell'asso pigliatutto. E del povero Recioto oggi nessuno parla più.

Ingiustizia dei tempi (una delle tante)! Comunque sia, ecco qualche nota a proposito di una bella serata amaronista organizzata nella cantina storica degli Speri dall'Ais veronese, star della serata e padrone di casa Giampaolo Speri (nella foto  insieme a Bruno Zilio, delegato Ais di Verona).

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