3 Valpolicella di Natale

Lo scorso novembre, nella sempre accogliente e cordiale Villa de Winckels, si è tenuto l'ormai tradizionale appuntamento con i Valpolicella Superiore, una libera degustazione alla quale hanno partecipato una folta rappresentanza di produttori della denominazione.

Presenti soprattutto quelli della Valpolicella Est, dove è possibile incontrare realtà anche giovani che si stanno imponendo velocemente per stile e qualità.

In questi giorni di (tradizionali) bilanci, classifiche, liste, consigli per gli acquisti ecc ecc., non avendo voglia di fare un riassunto dei migliori vini bevuti nel 2013 (ma per chi fosse curioso di sapere cosa assaggio, ecco qui il mio link), mi limiterò a qualcosa di pratico: cosa bere in questi giorni di festa. 

Poca roba, in coerenza con il generale clima risparmioso, le imperversanti paturnie salutistiche e l'ossessione del km-niente. 

Ma in controtendenza con lo snobismo del vino importante, ecco segnalati 3 ottimi, semplici Valpolicella:

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A Year in Burgundy: 3 motivi per guardarlo (e comprarlo)

Ci sono alcuni luoghi del mondo che per un winelover rappresentano altrettanti luoghi da pellegrinaggio laico; la Champagne, il Douro, la Napa Valley, la zona dell'Etna, il Tokaji, la Mosella, per citare solo i primi che vengono in mente. E, ovviamente, Borgogna, Alsazia e Bordolese.

Chi non vorrebbe trascorrere almeno un anno in'azienda del vino di una di queste aree? vivere con il vignaiolo il succedersi delle stagioni, condividendone fatiche e problemi, ansie e aspettative, soddisfazioni e divertimento.

"A Year in Burgundy" è una finestra su questo mondo, un racconto sospeso tra ispirazione poetica e accenti prosaici, passione e pragmatismo dei suoi protagonisti. Un docu-film girato benissimo, con una magnifica fotografia, prodotto da una signora del vino con i controfiocchi: Martine Saunier, prima donna ad avere fondato una compagnia d'importazione di vino francese negli USA, la Martine's Wines, nel 1979.

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Chips & wine

 D'accordo, forse non sono il primo cibo che ci viene in mente quando parliamo di abbinamenti con il vino.  Però, ammettiamolo: a chi non piacciono le patatine nel sacchetto? ormai ce ne sono di tutti i tipi, i formati, i gusti e i prezzi.

Bianche, gialle o rossicce, lisce o grigliate, le patatine danno dipendenza (sono fatte apposta per questo, del resto).

All'estero evidentemente le mangiano più di noi, in ogni momento. Al punto che qualcuno  ha pensato bene di azzardare qualche abbinamento con il vino. 

Ecco allora che le patatine al gusto di barbecue potrebbero accompagnare un bicchiere di Syrah o di Zinfandel, mentre quelle più semplici e classiche si potrebbero abbinare ad uno Chardonnay charmat. E via elencando.

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Il Prosecco non è un "frizzantino"

Nessuno s'indigna se un Trentodoc viene definito un prosecco, o se si chiede (ancora) un prosecco intendendo però un Franciacorta.

Cosa vuoi che ne sappia la gente che va al bar! Quando chiede un prosecco intende una bollicina; il nome del vino, la Doc, il brand...chennessoio! (mai che si confondano con lo Champagne, però. Perchè uno Champagne è uno Champagne, lo sanno anche gli astemi). 

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Luigi Veronelli torna in Valpolicella

...non personalmente, purtroppo, ma con il suo pensiero, raccolto e raccontato da due persone che gli sono sempre state molto vicine, nella vita e nel lavoro.

Arturo Rota e Nichi Stefi.

Luigi Veronelli - che ho avuto la fortuna di conoscere e con il quale ho iniziato a scrivere di vino - è stato l'iniziatore, il precursore, il pioniere di tante cose, non solo della scrittura o della critica enogastronomica.

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Priorat e Montsant. Scatti di viaggio

 Come già annunciato, quest'anno la conferenza interanzionale dei comunicatori del vino sui mezzi digitali - già European Wine Blogger Conference, ora Digital Wine Communication Conference - si è tenuta in Spagna.

E come ormai da tradizione, è stata precdeuta e seguita da alcuni interessanti tour. C'è chi ha scelto la portoghese valle del Douro, e chi i tornanti montani di Priorat e Montsant.

In poco meno di tre giorni, il nostro gruppo ha toccato tutti i principali villaggi delle due denominazioni, visitato quasi tutte le aziende più importanti - e anche quelle meno importanti - fatto un numero impressionante di degustazioni (si cominciava alle 9 di mattina, e si proseguiva fino ad un'ora imprecisata della notte), percorso centinaia di tortuosissimi chilometri, camminato vigne, mangiato uva,  conosciuto persone...

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Il Merano IWF delle (ri) scoperte e delle sorprese

E' stato un bel Merano IWF.

Non solo dal punto di vista degli organizzatori (6500 presenze in 4 giornate, pari +5% rispetto all'edizione precedente) e dell'afflusso (c'era una folla incredibile, ma meglio distribuita nell'arco dei giorni), quanto soprattutto dei vini che ho avuto la possibilità di assaggiare.

Sarà stata semplice fortuna, o il segno di un'attenzione crescente, sta di fatto che i molti assaggi di quest'anno sono stati quasi tutti all'insegna di vitigni autoctoni più o meno sconosciuti. Chi lo sapeva, per esempio, che esiste anche un nero buono o un gambujana? per non parlare delle sorprese: un tannat con l'accento suditirolese, un raro nerello cappuccio in purezza, un refosco insolitamente accattivante... A condire il tutto, rendendo l'esperienza ancora più positiva, i tanti amici salutati, dietro i tavoli a presentare i loro vini, o in giro come noi, a caccia di storie ed emozioni da versare nel bicchiere.

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I Valpolicella Superiore a Villa De Winkels

"Cosa volete fare del Valpolicella Superiore?"

Erano i rampanti e amaroniani anni '90 e il giornalista e degustatore Sandro B.Sangiorgi rivolgeva questa domanda ai produttori, peraltro senza ottenere alcuna risposta. Il Ripasso non conosceva ancora il successo attuale, ma già il povero Superiore appariva schiacciato tra l'incudine di un vino in sfolgorante ascesa nelle preferenze dei consumatori - l'Amarone - e il martello di un altro che si apprestava a seguirne le orme (il Ripasso, appunto).

E il Valpolicella Superiore? sacrificato sull'altare dell'avidità contadina. Oggi, trovare un buon Valpolicella Superiore che sia solo e semplicemente tale - ovvero nato così in vigneto - senza scorciatoie tecniche di sorta (dicasi leggeri appassimenti, piccole rifermentazioni, piccoli tagli migliorativi o simili...la fantasia dei produttori della Valpolicella in materia è pressocchè illimitata) è diventato pressocchè impossibile. Le etichette di questo genere si contano, temo, sulle dita di una mano sola.

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Merano IWF, l'evento che sceglie

Da quando è nata,la sua formula è stata quella di scegliere anzichè essere scelta.

Merano International Wine Festival non è una fiera del vino come ce ne sono a decine in giro per l'Italia, lungo tutto l'arco dell'anno: non puoi semplicemente esserci, comprare lo spazio espositivo e portare i tuoi vini. 

Devi essere scelto da una commissione apposita, che in tal modo garantisce l'alto livello dei produttori presenti. Su un pianeta dove tutti, improvvisamente, dall'ultima delle starlette televisive al politicante di turno, sembrano impazzire per voler fare i produttori di vino, emergere con prodotti davvero degni di nota sta diventando sempre più difficile. Perciò, per non far torto a nessuno, e avendo a disposizione uno spazio bellissimo (ma limitato) come il Kurhaus, non resta altro che prendersi la responsabilità di scegliere chi può esserci e chi no*.

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A Milano, dove si compra e si vende vino dal basso: Vinix Grassroot Market

Si chiama Cascina Cuccagna - un nome, un programma - ma non si trova in mezzo alla campagna, bensì nel centro di una delle città più business oriented d'Italia: Milano.

Qui, il giorno 9 novembre, dalle 14.30 alle 22, si materializzerà un'iniziativa che da alcuni mesi domina l'immateriale (o così viene percepito da alcuni) spazio del web: Vinix Grassroot Market. Dall'online all'offine, secondo la collaudata formula in vigore da sempre sul pianeta Tigulliovino. 

Per un pomeriggio, i produttori che vendono vini (e non solo) grazie all'azzeccata iniziativa delle cordate - altrove note come gruppi d'acquisto - potranno incontrarsi fisicamente con i loro clienti e aspiranti tali. 

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