Incontriamoci a Merano IWF

L'uomo ha bisogno di riti: scandiscono lo scorrere del tempo, e nella loro ripetitività danno sicurezza. Per il mondo del vino, l'autunno è ormai da molti anni contraddistinto da un paio di momenti rituali: quello della presentazione delle guide dei vini - con il loro codazzo di premiazioni/serate/degustazioni/reportage on e off line, ecc.ecc. - e quello del Merano IWF (per tacere di altre manifestazioni più o meno circoscritte e settoriali).

Quest'ultimo appuntamento, giunto al suo ventesimo compleanno, è in programma dal 4 al 7 novembre, solito posto, più o meno soliti orari, prezzo del biglietto rivisto (verso l'alto...).

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EWBC # 4: Le aziende, il web e tutto quanto il resto

L'EWBC è finito, la polvere delle emozioni e dell'eccitazione del momento si è depositata, l'orizzonte dei pensieri si è schiarito: a mente fredda, cerchiamo di trarre qualche insegnamento da questa esperienza. 

La conferenza internazionale dei wine bloggers, che ha richiamato oltre 200 persone da più di trenta paesi diversi, ha messo in risalto una volta di più il divario tra le aziende del vino che con il web hanno imparato a confrontarsi, e quelle che continuano a ignorare di cosa stiamo parlando.

Sono scelte legittime, per carità. Anche quando il Titanic stava affondando c'era chi ancora ballava nel salone delle feste. Questo vuol dire che, continueranno a esistere aziende del vino del tipo "0.0", da un punto di vista della comunicazione sul web, per millanta motivi che non vogliamo nemmeno iniziare  a discutere (dal digital divide fisico all'analfabetismo informatico, dalla personale repulsione per i mezzi elettronici alla diffidenza per chi con questi mezzi lavora).

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Ewbc #4: la gente, i vini, i luoghi

Domande e pensieri in ordine sparso.

"In quale direzione va la comunicazione del vino sul blog?" (R.Ricci Curbastro: Italia Oggi, 22.10.2011)

"Whether we like it or not, we are very much globally connected and if we want to remain relevant, establish our presence and voice and preserve our local livelihood (in culture, tourism, technology etc.), we must tune in to a world that is moving ahead with or without us". (Susan Hedblad; Facebook)

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EWBC # 4: Brescia. Consigli per l'uso

 EWBC #4: ci siamo. Il conto alla rovescia sta scandendo gli ultimi giorni, le ultime ore. 

Per tutti coloro che si sono registrati pagando la propria quota - ebbene sì, questo congresso è a pagamento - le istruzioni per vivere nel migliore dei modi questa originale esperienza sono contenute nel EWBC 2011 Participant Packet: diversamente dalle scorse edizioni infatti, e nello spirito del "less is more", cartelle stampa, informazioni sui tour e sul programma, consigli vari,  eccetera, non saranno caricate su chiavette USB, bensì scaricabili dal sito ufficiale dell'evento. 

Per chi pensa di venire per dare giusto un'occhiata, imbucandosi come solitamente si riesce a fare in Italia, l'unico consiglio che possiamo dare è di non farlo. Non c'è nessuna possibilità di entrare se non si è nell'elenco dei registrati. Una regola che vale che vale per tutti, giornalisti compresi (tranquilli; non sono previsti saluti/passerelle dei soliti politici e/o amministratori di turno).

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Constellation purchases remaining portion of Ruffino winery

Constellation Brands, Inc. (NYSE: STZ), the world’s leading premium wine company, announced today that it has purchased the remaining 50.1 per cent of the Tuscan winery Ruffino S.r.l. from the Folonari family for approximately €50 million (approx. $69 million). 

Constellation welcomes approximately 130 employees and now fully owns the iconic Ruffino brand and the historical production facility located in close proximity to Florence. The wines continue to be produced on approximately 600 hectares of prestigious vineyards at the same Tuscan Estates of Ruffino as has been done for decades. 

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Il mercato cinese? Non è l'Eldorado

BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), ultima frontiera. Eccovi i viaggi del vino italiano alla scoperta di nuovi mercati, fino ad arrivare la' dove mai nessuna bottiglia è mai giunta prima. O quasi. E la Cina è uno di questi nuovi spazi da conoscere e colonizzare: non c'è quasi azienda (e non solo italiana) che non ci stia provando.

Ma è davvero tutto oro quel che balugina la' in fondo? Ne abbiamo parlato con un capitano di avventure enoiche di lungo corso: Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, reduce da un riuscito (quanto altamente impegnativo) trentennale del Premio Masi (all'estrema dx nella foto d'apertura con i premiati dell'anno). 

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Le aziende e i social media: 3 parole-chiave

 In principio fu il sito web.

Erano gli anni '90, e nel bel mezzo della generale sbornia d'entusiasmo per i (ri)trovati fasti del vino italiano, non c'era praticamente azienda   che non stressasse consulenti, p.r., uffici marketing, comunicazione e pubblicità per aprire il sito Internet.

A poco o nulla servivano i tentativi di arginamento di alcuni ("Perchè vuole aprirlo? Come pensa di utilizzarlo? Chi lo seguirà?"): i più incassavano il "voglio"  e accontentavano il cliente, lisciando cinicamente il pelo al suo narcisismo con un bel sito emozionale farcito di foto, animazioni in flash e irritanti musichette.

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La sostenibilità in enologia: cos'è?

Oggi cediamo lo spazio ad un ricercatore italiano che opera negli States: Marco Li Calzi, Research Assistant Professor & Enology Program Leader all'Università del Missouri. Gli abbiamo chiesto un breve intervento su un argomento di grande attualità, di qua e di la' dell'oceano, e sul quale spesso non si hanno le idee chiare: la sostenibilità in enologia.

"Il termine sostenibilità e’ un concetto “trendy” che assume diverse sfaccettature a seconda dell’ambito in cui viene utilizzato.

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Il futuro è... dietro di noi

 Avanti adagio, quasi indietro.

La vitivinicoltura italiana è un po' come la moda: detesta il passato prossimo, ma ama nostalgicamente quello remoto. In tema di gusti dei vini, questo ovviamente non vale per i vinacci di un tempo figli della povertà (in tutti i sensi: culturale e tecnologica).

Ciò di cui si sente sempre più nostalgia oggi sono certi bei vini da mezzogiorno: (relativamente) leggeri d'alcol, equilibrati, piacevolmente bevibili. 

Come certi Valpolicella, certi Bardolino, perfino certi Chianti. 

Ebbene, cos'avevano di particolare questi "vini di una volta", e in comune tra loro?

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I vini della montagna che respira (2): la dolcezza e il carattere

 C'è molto di nuovo all'ombra del vulcano. Vulcania 2011 prima  e ViniMilo 2011 poi hanno siglato un modo nuovo di fare molte cose già viste.

Vulcania-Etna rappresenta innanzitutto un nuovo modo di leggere 5 aree viticole bianchiste per vocazione (Soave, Gambellara, Lessini Durello, Etna, Campi Flegrei): facendo leva su una territorialità che va oltre le rispettive zonazioni e cerca un minimo comune denominatore su cui iniziare a lavorare. 

Secondariamente, è un nuovo modo di presentarsi al pubblico: insieme. Ospitandosi reciprocamente nelle rispettive manifestazioni, cedendosi il passo (e i microfoni, e i riflettori) a vicenda. Pariteticamente. Tale sinergia, sperimentata con successo in Italia, potrà essere facilmente replicata anche in iniziative all'estero.

Infine, come l'Etna (ispiratore) non dorme mai, ma è in costante e dinamico mutamento, così questo accordo non sembra voler fossilizzarsi sui risultati fin qui ottenuti, ma è aperto fin d'ora a nuovi ingressi: il primo dei quali, probabilmente, sarà quello dei vini dell'area vesuviana.

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