Vendemmia 2011 in Veneto Occ.: parola d'ordine, raccogliere subito

Prima di cominciare a leggere, un consiglio:

1) prendete le trionfali previsioni vendemmiali strombazzate a giugno 2011 (le migliori sono quelle di Fedagri-Confcooperative);

2) stampatele su carta di buona qualità;

3) piegate il foglio così;

4) aprite la finestra e lanciate, ammirando compiaciuti l'elegante volo del vostro aeromodello...

Fatto? Bene. Possiamo cominciare. Seriamente.

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I vini della montagna che respira: da Vulcania a ViniMilo

...quannu i nuvuli vannu a muntagna, posa la truscia c'annunca si vagna ("quando le nuvole vanno verso la montagna, posa la biancheria, altrimenti si bagna". Prov. siciliano).

A muntagna. Così i suoi abitanti chiamano l'Etna: "la" montagna. Per definizione. Non ne (ri)conoscono altre. Una parola che indica un luogo - meglio, un topos, cioè uno spazio che è anche mentale, non solo fisico - mutevole e imprevedibile, per quanto monitorato in tempo reale con rigore e ostinata passione da scienziati come il vulcanologo Salvo Caffo, dirigente del Parco  dell'Etna.

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Vinea Tirolensis n.12: la verticale

Un piccolo evento di quelli che funzionano, interamente autogestito, montato e smontato dai diretti interessati. Diversamente dallo scorso anno, quando la scelta prestigiosa ma inadatta al periodo aveva pregiudicato la buona riuscita della manifestazione, questa volta la Vinea Tirolensis si è rivelata all'altezza delle aspettative logistiche e organizzative. Ottima la scelta del luogo (l'Autocity Barchetti: vicino al casello di Bolzano Sud, un salone automobilistico multimarca ampio, comodo e climatizzato), azzeccata l'idea di far assaggiare alcuni prodotti tipici (nonostante i 39 gradi esterni, tutti abbiano apprezzato la vellutata di patate), ben disposti i banchi dei vignaioli.

Ma il piatto forte della giornata è stata la degustazione verticale dei vini di sei produttori: un piccolo evento nell'evento riservato a pochissimi eletti (grazie all'amico Armin Kobler per la segnalazione tempestiva!).

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Vinea Tirolensis n.12: degustazioni a Bolzano

12° Vinea Tirolensis
Lunedì, 22 agosto 2011
Autocity Barchetti (Zona Industriale Bolzano Sud)
Ore 15:00 - 21:00 (aperto al pubblico)
Ingresso 20 Euro

E questo è quanto.

Non si può dire che brillino per generosità di informazioni, gli amici altoatesini. Del resto, perchè sprecare parole (come fanno in genere gli italiani)? Lo sanno tutti (gli appassionati e i bene informati). Come da 12 anni a questa parte, anche quest'anno il meglio della produzione enologica altoatesina sarà in degustazione lunedì 22 agosto, in una location (questa volta) di certo meno carica di secoli, fascino e storia del Castello di Bolzano, ma più funzionale a uomini e vini in un periodo dell'anno in cui è ragionevole aspettarsi temperature di tre, quasi quattro decine di gradi centigradi sopra lo zero.

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Retailers make "Net" gains in marketing

With the soft economy placing businesses in dire financial straits, off-premise retailers are shrinking their ad budgets by embracing digital advertising that attracts a most desirable demographic: 21- to 35-year-olds. For many years, David Breitstein, owner of the one-unit Duke of Bourbon in Canoga Park, California, advertised the typical way: through television, radio and print ads. Persuading customers to peruse his highly allocated California wine selection was an expensive endeavor, topping $30,000 annually. But now his ad expenditures are significantly cheaper, at approximately $15,000 a year. The decrease is due largely to the advent of new technologies, says Breitstein, who has dropped all forms of traditional advertising, except direct mail, occasional magazine print ads and email newsletters.

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Vinix Live! #10: i vini, la gente, la festa

E' stato un Ferragosto all'insegna del buono, quello vissuto in compagnia di tanti amici, wine lovers e non solo (molti con familiari al seguito), quello trascorso a Faedo, al Vinix LIve! n.10 organizzato presso l'azienda Pojer&Sandri.  Una giornata di festa piena, serena, istruttiva e divertente, grazie all'impegno (e al lavoro, e al sacrificio) di Mario Pojer, Fiorentino Sandri, dei loro familiari e collaboratori: ognuno ha fatto del suo meglio, compresi gli amici chiamati a dare il loro contributo con la loro arte (Fabio Vettori e il suo esercito di instancabili formichine, Egidio Petri con le sue opere di scultura,  gli artisti dello spettacolo finale e i tanti generosi produttori di cose buone: pane, pasta, salumi, miele, birra, succhi di frutta, formaggi, Choco&Wine... l'elenco è qui).

Insomma, peccato per chi non c'era.

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Vinix Live! #10: appuntamento da Pojer&Sandri

15 agosto: "appuntamento da Mario e Fiorentino".

E' appena il secondo anno che il Vinix Live! di agosto viene organizzato presso Pojer&Sandri, e già l'evento è diventato un must, almeno per i sempre più numerosi fan della rete di questa famosa azienda, dei suoi vini e dei suoi titolari. Merito del clamoroso successo di pubblico e critica della prima edizione (tenutasi lo scorso anno il 14 agosto), della cordialità di Fiorentino Sandri, della coinvolgente simpatia di Mario Pojer, inarrestabile vulcano di idee, iniziative e invenzioni, della disponibilità di tutto il loro staff.

Tema di quest'anno saranno le "Dolomiti senza confini: vignaioli liberi, indipendenti, associati...".

Insomma, tutti.

Tutti i vignaioli di buona volontà, senza preclusioni di sorta, bottega, sigla o colore. Perchè prima il vino, poi tutto il resto.

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10 agosto: Calici di Stelle (e di Chiaretto)

Dove si va stasera?

Complice la rodata manifestazione Calici di Stelle, lungo l'italica penisola è tutto un organizzare cene-feste-degustazioni a tema più o meno stellato (e stavolta i cuochi non c'entrano: si parla proprio di stelle, o meglio di briciole di meteore, le cosiddette stelle cadenti).

Quest'anno i miei calici, oltre che di stelle, saranno pieni anche di Chiarè, l'ormai famoso aperitivo a base di Chiaretto Spumante (e sciroppo di sambuco, soda e foglie di menta): il Consorzio del Bardolino infatti organizza per il quarto anno consecutivo l'Aperitivo sotto le Stelle sul lungolago di Bardolino (sponda veneta del Garda).

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Vacation!

"Non mi sembra un uomo libero quello che non ozia di tanto in tanto". (Cicerone)

Il presente esercizio si prende qualche giorno di pausa, così come consigliano i grandi uomini d'ogni tempo:

"E' impossibile godere a fondo l'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare" (Jerome K.Jerome)

"Ozio. Intervalli di lucidità nei disordini della vita" (Ambrose Bierce)

"L'attività del cretino è molto più dannosa dell'ozio dell'intelligente" (Mino Maccari) 

"Dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche"  (Paul Morand). 

 Fate i bravi, torno presto. 

Which is the typicality in the wine?

Partecipo spesso a incontri tecnici di formazione per enologi, agronomi, studenti e dottorandi, dove l'interesse della giornata è direttamente proporzionale alla pregnanza degli interventi. Questo per dire che mi capita di rado di assistere ad un seminario aperto come quello organizzato recentemente dal GIV presso le Cantine Storiche Bolla, e che ha richiamato un numero insospettato di partecipanti, anche da altre regioni.

Il tema "I nuovi orizzonti di una viticoltura di qualità", di per se' non lasciava presagire nulla di particolarmente nuovo e originale, a dispetto del parterre di relatori invitati.

E invece, sono state quasi 5 ore filate dense di concetti, punti interrogativi e dati (alcuni, come quelli sull'ignoranza d'uso e lo spreco dei fitofarmaci in viticoltura, pesanti come macigni) che hanno tenuto la platea inchiodata al suo posto fino alla fine.

Aperto da Christian Scrinzi, direttore enologico e di produzione del GIV, con una domandina facile facile ("Qual'è il ruolo della viticoltura italiana nell'attuale scenario della produzione mondiale?"), il seminario ha poi visto avvicendarsi numerosi interventi, tra considerazioni storiche, di mercato, e tecnico-pratiche (viticoltura di precisione ed eco-sostenibile, moderne tecniche di gestione del vigneto, tecniche a basso impatto ambientale nella distribuzione degli agrofarmaci).

Moltissimi gli spunti di riflessione emersi, alcuni nuovi, altri no, ma evidentemente irrisolti.

Tra questi, il concetto di tipicità.

Noi che dai francesi abbiamo copiato (a volte male) un sacco di cose, dai vitigni alle tecniche di allevamento dei vigneti, con risultati altalenanti (si va dall'eccellente al pessimo, allo sconsigliato), non abbiamo però ripreso alcuni concetti con lo stesso significato che gli attribuiscono i cugini d'Oltralpe.

Uno di questi è il concetto di terroir. L'altro, il concetto di tipicità.

Mentre il primo, grazie al Cielo, non rientra fra le voci della tradizionale scheda tecnica di degustazione di un vino, il secondo purtroppo sì - e non sai mai che voto assegnargli.

Quando un vino può dirsi tipico? e - soprattutto -  chi lo stabilisce?

Per i francesi, ha spiegato il prof. Scienza, la tipicità è quel fil rouge che si riscontra in tutti i vini di un territorio, grande o piccolo che sia. E' la risposta del vino al suo territorio.

Gli italiani, al solito, hanno di questo concetto una definizione più elastica: così elastica che spesso non riescono a darla. O meglio, ciascuno ne da' una sua: perchè il fil rouge (anche sensoriale) comune a tutti i vini di un territorio, diciamo noi, rischia di portarli alla banalizzazione, e non sia mai che gli italiani facciano vini normalizzati.

Perciò, spazio alla fantasia (dei vini, e delle definizioni): cos'è la tipicità in un vino?