La Valpolicella e la dealcolazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Alla fine di agosto, presso la valpolicellese Villa Lebrecht a S. Floriano di San Pietro in Cariano, sede del corso di Laurea in Scienze e tecnologie viticole ed enologiche, sono stati presentati i risultati dei progetti Low Alcol e Winesens e sono state illustrate le nuove proposte progettuali per il periodo 2012-2014. Low Alcol e Winesens sono 2 progetti facenti parte di un’iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007 – 2013, all’interno della Misura 124 ("cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo, alimentare e forestale"). L’attività di ricerca e sperimentazione di entrambi i progetti ha visto impegnato un team di soggetti coordinati dal Prof. Roberto Ferrarini.

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arRIVAno i Vignaioli!

LaLa carica dei 40; tanti sono i vignaioli del Trentino che sabato 1 settembre saranno presenti nella bella cittadina gardesana appartenente al territorio di loro competenza (per i deboli in geografia: Riva del Garda).

ArRIVAno i Vignaioli, dunque, per il secondo anno consecutivo, con oltre 150 bottiglie in degustazione che spazieranno dai TrentoDOC ai vini da vitigni autoctoni come Nosiola, Traminer, Teroldego, Marzemino, Lagrein, Moscato Rosa...senza tralasciare quegli internazionali così di casa dalle loro parti e che spesso danno risultati tutt'altro che disprezzabili.

L'evento - aperto alla stampa dalle 11, al pubblico dalle 17, fino alle 23 - è organizzato dall'Associazione Vignaioli del Trentino in collaborazione con il Comune di Riva e con Ingarda.

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La vendemmia 2012 secondo la FIVI

Interessante sguardo d'insieme al "vigneto Italia" quello che ci viene presentato dall'ultimo comunicato stampa della FIVI. In un momento in cui in alcune parti la vendemmia è già iniziata, e in altre sta partendo, si prova a tracciare un quadro di una situazione viticola, questa del 2012, a dir poco difficile, e dalla quale, a dispetto dei soliti trionfalistici proclami di certe associazioni di categoria, non è realistico aspettarsi capolavori di vini. Non nel breve termine, almeno (e non dovunque).

Cosa dicono dunque i Vignaioli Indipendenti? Da Nord a Sud, da Ovest a Est pochi concetti chiave si ripetono: stress idrico, calo delle rese, rallentamenti o arresti di maturazione, anticipi di vendemmia. Il comunicato completo è scaricabile da qui, in questo post riassumiamo in breve le situazioni riportate suddividendole per macro-aree.

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Future trends in wine drinking: è il momento degli aromatici (pare)

(Questo che segue è la versione italiana di un mio post per Palate Press. L'originale in inglese si trova qui)

Visitando le zone viticole più antiche e prestigiose in Europa  - come il Portogallo, la stessa Italia, ma anche la Grecia - può capitare d’imbattersi in vigneti molto vecchi, nei quali convivono varietà diverse, sulla cui identità e provenienza spesso persino il proprietario sa poco. In Valpolicella la maggior parte dei vigneti sono monocultivar,  coltivati con uve originarie della zona, ma i più vecchi contengono ancora molte piante di uve provenienti da altre regioni italiane (barbera, sangovese toscano, teroldego, malvasia...).

Un fatto curioso, che secondo alcuni trova la sua spiegazione in un'abitudine dei nobili veronesi, proprietari di vasti fondi e vigneti della campagna veronese: quando andavano a trovare qualche loro pari grado, per affari di famiglia o di politica, anzichè portare in dono mazzi di fiori o scatole di cioccolatini (come faremmo noi oggi), regalavano... mazzi di barbatelle. Così, uve di altre regioni e nazioni venivano piantate in giro per il mondo, e vendemmiate e vinificate insieme a quelle già presenti.

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Il Trentino e il sogno negato

Non c'è vignaiolo (autentico) che non abbia un sogno. Fa parte della sua visione, della mission della sua azienda, grande o piccola che sia. 

Anche ai vignaioli trentini piace sognare; ma da qualche tempo sembrano non esserne più capaci.

Prendi il sogno della qualità dei vini, per esempio. Oggi sembra essere più lontano e inafferrabile che mai, come se una sorta di maligno incantesimo impedisca di realizzarlo. O peggio, di diffonderlo: perchè in questa regione la qualità si presenta a macchia di leopardo, e a conti fatti è ancora troppo poca per promuovere nell'immaginario collettivo nazionale e internazionale l'idea di una zona che si batte alla pari con il vicino Alto Adige (con il quale, a torto o a ragione, viene continuamente messa a confronto...) 

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#FaF (Ferragosto a Faedo)

Organizzare un evento in azienda è sempre faticoso, impegnativo e (poco o tanto) costoso. Di questi tempi, meglio non far nulla se non si ha una ragionevole sicurezza che l'iniziativa avrà successo. Un modo per averla c'è: organizzare qualcosa worthy (meritevole), come direbbero gli anglofoni.

Contenuti di valore, persone che vale la pena incontrare, aziende ospiti che conviene conoscere, vini e prodotti del territorio che valgono l'assaggio (e l'acquisto). Ecco la formula del successo dei Vinix Live! di casa Pojer& Sandri, ormai (quasi) tradizionale appuntamento ferragostano per tutti i numerosi fans (digitali e non) di questa prestigiosa griffe del Trentino vinicolo.

Mercoledì 15 agosto 2012 - Vinix Live! #15 all'Azienda Agricola Pojer e Sandri
"Trentini nel mondo, certezze e promesse"
Dalle 14.30 alle 20.00 degustazione e vendita vini e prodotti gastronomici allo speciale prezzo Vinix Live! A seguire lo spettacolo.

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VinoPigro: its rules

Un blog può essere - o non essere - una specie di testata giornalistica. Il web è pieno di esempi in questo senso, al punto che i blogs strettamente intesi - i diari personali online degli esordi - stanno quasi diventando una minoranza, fagocitati da altre forme di comunicazione personale più easy, veloci - ma anche più superficiali e qualunquiste.

Il presente blog non è una testata giornalistica. Nonostante gli sforzi di chi scrive, non riesce a mantenere una frequenza di aggiornamento regolare (per mia fortuna, il lavoro ha spesso la precedenza sull'impegno online di self marketing).
Nonostante l'attività di blogging possa vantare ormai un decennio abbondante di vita ed esperienze (un tempo che sul web corrisponde ad alcune ere geologiche terrestri), il mondo dell'offline continua ad avere il fiato corto, quando si tratta di confrontarsi con i new media. E, in mancanza di meglio, a ragionare e a comportarsi procedendo per associazione di idee e somiglianze. Accade così che per molte aziende, p.r. delle medesime, Consorzi, associazioni e figure della filiera del vino varie & assortite, i bloggers vengano assimilati ad una specie di giornalisti, e trattati come tali... con esiti che vanno dal mediocre al deludente più spesso di quanto ci si aspetterebbe.

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Vacation time

Non è un uomo libero quello che non sa starsene in ozio almeno ogni tanto, diceva Cicerone.

E chi siamo noi per contraddire una delle più rilevanti figure della Storia?

Questo per dire che il presente blog, dai prossimi giorni, chiude per ferie. Almeno per un po'.

Del resto, il web vinicolo rallenta sempre un pochino, in questo periodo - e a noi certa lentezza piace.

Ma ci rivedremo presto.

Nel frattempo, buona estate a tutti.

Il vino naturale non esiste

Ci hanno messo 21 anni, e alla fine imprecando, sbuffando, litigando e sgambettandosi a vicenda, i paesi dell'UE sono giunti a licenziare un regolamento di produzione del vino biologico che, sinceramente, lascia un po' perplessi (per usare un eufemismo). 

Ma è pur sempre un inizio. Un punto fermo laddove prima c'era il vuoto (legislativo) pneumatico. 

Il vino biologico esiste (e quello naturale no).

Di vino bio, mercato e produzione si è parlato nei giorni scorsi a S.Floriano (Verona), come anticipato qui. Un convegno (organizzato dall'Associazione Veneto Produttori Biologici e Biodinamici) nel quale si è esposto in maniera chiara cosa significa, alla luce delle nuove normative, fare vino biologico.

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Vino bio, un convegno per parlarne

Vino bio-qualcosa: cos'è, com'è cambiato, come cambierà, ma... esiste davvero?

"Il vino è biologico per definizione, per sua essenza. Oppure non è vino" diceva Luigi Veronelli, intendendo l'aggettivo nel suo significato originale: vitale (bios in greco significa vita).

Finora nessuno si è posto il problema della misura di questa vitalità, se non con metodi e sistemi (come la cristallizzazione sensibile) che a momenti sconfinano nell'esoterismo.

E state tranquilli: non lo farà nemmeno l'Unione Europea, il cui recente, faticosissimo regolamento sul vino biologico è per lo meno riuscito nel discutibile intento di lasciare tutti (o quasi) moderatemente insoddisfatti. O così almeno si legge in giro.

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