Il Soave, le Cantine sociali e gli altri (prima parte)

 Nel calcio lo si dice spesso: "Squadra che vince, merito dei giocatori, squadra che perde, colpa dell'allenatore".

Un proverbio che potrebbe essere adottato, in un certo senso, anche dalle denominazioni vinicole. Finché le cose vanno bene per tutti, il merito è, in genere, soprattutto delle aziende private, ma se il mercato entra in affanno e le vendite di vino vanno a picco, la colpa è delle cantine sociali.  Ribassano, svendono, strangolano, monopolizzano il mercato... e a fare le spese di tutto questo sono i piccoli-medi produttori. Così dicono (le aziende private, non le cantine sociali). Da Nord a Sud Italia il coro delle lamentazioni si leva unanime: laddove ci sono aziende del vino che soffrono, c’è sempre una cooperativa colpevole di qualcosa.

Ma è davvero così?
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Valpolicella: limiti a impianti e a uve in appassimento

Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile, oggi invece, complice anche una situazione di mercato non facile per nessuno, qualche granello di buon senso torna ad affacciarsi anche in Valpolicella.

Accade così che il locale Consorzio chieda e ottenga (come riportato sul BUR n.54 della Regione Veneto) la sospensione dell’idoneità alla produzione dei vini Amarone e Recioto della Valpolicella Docg, Valpolicella Superiore Ripasso Doc e Valpolicella Doc per le superfici da piantare con le varietà di cui all’articolo 2 dei relativi disciplinari di produzione, a partire dalla campagna 2010/2011 fino a tutta la campagna 2012/2013.

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Back to real wine journalism - così si salva la stampa di settore

L'argomento è sempre di vibrante attualità. Mentre oltreoceano si gingillano con dotte questioni ontologico-nominaliste, al di qua dell'oceano, più banalmente e brutalmente, si lotta per la sopravvivenza quotidiana. Che si fa ogni giorno più dura. Beppe Giuliano, l'ormai noto direttore di Euposia, è un ottimo giornalista: competente, disincantato, realista, corretto (e non lo dico perchè è mio amico: online sono in molti a pensarla così, e, sono convinta, anche offiline). All'ultimo TerroirVino ha fatto un intervento al vetriolo intitolato "Ritorno al giornalismo, così si salva la stampa di settore". Ha buttato, con la massima freddezza e nonchalance, un paio di granate da far sobbalzare anche un inesperto del settore. A Genova mancò il tempo per il dibattito, perciò ho pensato opportuno riprendere il suo discorso, che riporto con qualche limatura per questioni di spazio. Nota: grassetto e frasi tra parentesi sono mie.

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Vitovska, il vino di luce del Carso

Il colore è quello dei caldi vini del Sud, ma profumi e gusto sono inequivocabilmente  del Nord: sanno di mare, vento, pietra, sale. Rocce, resine ed erbe aromatiche dell'orto, le più robuste e sfacciate. Più della malvasia, la vitovska è il vitigno del Carso, inconfondibile figlio di una terra avara e fiera, della sua luce e della sua atmosfera, che il vento costante - a tratti gentile come una brezza, ma più spesso furibondo e spietato come la bora - contribuisce a rendere brillante e lucida come l'acciaio.

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TerroirVino: i voti

TerroirVino, ovvero l'evento enoico (eroico?) dell'anno della Liguria. Per chi non ci fosse stato, dico subito che non ho nessuna voglia di riassumere in poche righe la densità di 2 giorni vissuti quasi per intero in loco (ovvero ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova, con la sola breve parentesi della cena a Villa Spinola).

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Italia in Rosa e TerroirVino, consigli per un week end

Do you love pink wines? Still or sparkling, they will be protagonists of Italia in Rosa (Italy in Pink), an event hosted on the Lake of Garda, 5th and 6th of June. But if you prefer the originality, and a very friendly atmosphere, go to Genova, at TerroirVino... So many things to do, so many persons to meet and wines to taste, and so little time...

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