A wine a day (for a week): from Alto Adige, Trentino,Valpolicella, Sicilia, NZ

Busy week, the last of May. Many wine tastings, the most very interesting. These are my notes, with a news: sometimes in these reviews (not always, I mean) I'll introduce my "best(s) of the week", the wine(s) that impressed me more.

Monday: "Pinot Grigio 2012" - Roverè della Luna. From a cooperative, maybe the best pinot gris I tasted in the last months. Pale color with green nuances, incredibly fruity (white peer and ripe peach) with a fine personality, elegant and juicy, smooth and long. Drinkable with satisfaction. Best of the week for the white wines .

Tuesday: "Insolia 2011" - Feudo Principi di Butera. Tropical yellow fruits (ananas, banana) with a touch of white pear at nose and in mouth, for this Insolia very long and smooth. Clean in the final, with a touch of white flowers.

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...e venne il giorno del tappo a vite...

...anche per il Valpolicella Classico, il Valpolicella Superiore e il Valpolicella Valpantena.

Sì, non di sola pianura, fondovalle, e terreni più o meno freschi (in cui è lecito o meno piantar vigne) si è parlato all'assemblea dei soci del Consorzio della Valpolicella tenutasi giorni fa. 

Ma anche di altre, e direi più sostanziali, modifiche alle regole di produzione.

Una di queste, come anticipiamo nel titolo, è proprio la possibilità di usare il tappo a vite anche per i tre vini suddetti. Una scelta (finalmente) saggia, opportuna e condivisibile, e non solo perchè il tappo a vite è richiesto da tempo dai mercati nei quali quei vini finiscono (ricordiamo che, ad oggi, la maggior parte della produzione della Valpolicella prende la via dell'estero), ma anche per un intento didattico; il tappo a vite è infatti una chiusura assolutamente consigliabile anche per vini che aspirano ad una certa longevità, come potrebbe (dovrebbe) essere il Valpolicella Superiore. L'esperienza austriaca (che ha adottato il tappo a vite da una ventina d'anni) insegna. E chi pensa che aprire una bottiglia così sia meno elegante e/o rituale, si ricreda

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L'Amarone della Valpolicella Cru dei Fossi

Se vuoi nascondere qualcosa, mettila la' dove tutti possono vederla.

E' lì dal 1965, ovvero dal primo disciplinare di produzione, e c'era anche nell'ultimo, quello della Docg dell'Amarone (2010). E' lì da sempre, ma evidentemente i produttori non l'avevano mai notato (e chi li controlla nemmeno)... fino a quando qualcuno non l'ha tirato fuori.

Stiamo parlando dell'articolo 4, punti 1 e 2 del disciplinare di produzione dell'Amarone della Valpolicella, che recita: 

1) Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini della denominazione di origine controllata e garantita “Amarone della Valpolicella” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche.

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A wine a day (for a week): from Tuscany, Lombardia, Campania

Monday: "Sassabruna Monteregio di Massa Marittima Doc 2010" -Rocca di Montemassi . From his new estate Rocca di Montemassi in Tuscany, Zonin realized this "strong" blend: sangiovese (of course), with a touch of kindness (merlot) and a bit of spicing (sirah). An international-style wine, to pair with grilled meat and a fireplace (mainly).

Tuesday; Tenuta Vicario "Fiano di Avellino Docg 2012" - Grotta del Sole. What a delightful white wine. Fragrant, floreal, smooth, full. Pastry, white chocolate, almonds, rose water, looks like a palatial cake as the renowned pastiera napoletana. A very yummy wine.

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Vendita diretta: la FIVI bussa alla porta dell'Europa

La vendita diretta del vino al cliente finale è sempre stato un argomento molto sentito dai produttori, dibattuto e in parte, finora, abbastanza irrisolto. Adesso però non c'è piu tempo per i sofismi mercantili e i bizantinismi della burocrazia: la crisi ha iniziato a mordere seriamente anche l'arcipelago felice del vino, soprattutto i moltissimi atolli rappresentati da cantine che fondano tutto o quasi il loro fatturato sulle vendite nel sempre più asfittico canale Ho.Re.Ca. 

Basta, bisogna andare dritti al punto: raggiungere chi il vino lo compra per berlo. Non per rivenderlo o metterlo in carta. Una tematica che diventa, se possibile, ancora più pressante (e incasinata) quando si tratta di superare i confini nazionali. Per questo la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti ha deciso di muoversi a livello europeo: quello che segue, è il comunicato ufficiale:

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Vignaioli in fiera e al mercato

Sono ben due gli appuntamenti con i vinibuoni dei vignaioli in terra trentina, in questa seconda metà di aprile. Si vede che con la primavera si risveglia anche la voglia di tuffarsi nel pubblico dei #winelovers...

Il primo appuntamento avrà luogo a Trento, e a organizzarlo sono le giovani promesse - insieme ad alcune collaudate certezze -  dell'enologia trentina. Stanchi di dover dipendere sempre dalle idee (e soprattutto dai soldi) altrui, hanno deciso di far da se': da domani a domenica 20, presso la Fiera di Trento, "i Vignaioli del Trentino, giovani o con le tempie grigie", come si legge nel comunicato, si presentaranno per far gustare i loro vini, che si potrà acquistare a prezzi convenienti.

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Vinitaly 2013: spigolature - 2

 Diversamente da molte passate edizioni, questa 47a edizione è stata per me anche un'occasione di assaggi, scoperte e riconferme.

Qualche rimpianto per i piccoli e grandi eventi mancati per mancanza di tempo, ma soddisfazione per i molti vini eccellenti che mi è capitato di assaggiare, e di cui riporto i più notevoli.

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Il Cangrande 2013 al prof.Roberto Ferrarini

Al pari di altre analoghe manifestazioni, anche il Vinitaly ha i suoi riti e quello delle premiazioni è uno di essi. 

Concorsi internazionali a parte - e in questa sede ci piace ricordare il premio Vinitaly 2013 all'Italian Wine Guy Alfonso Cevola,"per essere un profondo conoscitore delle grandi cantine, ma anche dei piccoli vitigni del grande patrimonio enologico italiano e un grande comunicatore" - un riconoscimento, se vogliamo, più agricolo, è il Cangrande, che si assegna ai benemeriti della vitivinicoltura veneta (e non solo).

Quest'anno medaglia e attestato sono andati al veronese Roberto Ferrarini (nella foto con l'assessore regionale all'agricoltura Franco Manzato), figura molto nota sia in ambito universitario (è docente di Enologia nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Viticole ed Enologiche dell’Università di Verona) sia in quello produttivo.  

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Vinitaly 2013: spigolature - 1

E' stato un Vinitaly intenso: di partecipazione, assaggi, incontri, novità, scoperte.

Di anniversari - i primi 25 anni dell'Associazione Le Donne del Vino - di premi ad amici wineblogger, di convegni su temi finalmente attuali (i social media, l'e-commerce, la netnography) ai quali, come sempre, partecipano più gli addetti ai lavori  (i consulenti) dei diretti interessati (i produttori).

In giro per il web è possibile cogliere qua e la' impressioni ed esperienze. Qui mi limito a riassumere solo alcuni flash, di cose viste, mangiate, bevute e...mancate.

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Quelli che al Vinitaly non ci vanno

... non rischieranno di annoiarsi nemmeno quest'anno.

C'è ancora un mondo fuor dalle mura di Verona - e dal quartiere Fiera - che tuttavia cerca di approfittare dell'effetto alone del Vinitaly stesso per attrarre visitatori al proprio evento. Mi sono sempre chiesta che esito avrebbero queste manifestazioni satelliti in altri periodi dell'anno - nessun successo? di più? di meno? uguale..? - ma non ancora non riesco a trovare risposta. 

Per dovere di cronaca, e a beneficio di qui fortunati che riusciranno a fare tutto - Vinitaly ed eventi concomitanti - ecco il cartellone delle iniziative parallele alla kermesse veronese:

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