Custoza: un grande futuro... alle sue spalle

"Non è il mio vino".

Si dice così quando un vino, o una tipologia, non ci acchiappa, non ci emoziona, ci lascia freddi. Onestamente: si ha un bel dichiarare "io bevo tutto, purchè di qualità". Non è vero. Non tutto, e non sempre, ci piace. Ce ne facciamo una ragione e avanti, il mondo è grande e le alternative non mancano.

Ciò premesso, parliamo del Custoza. Non è il mio vino. Non l'ho mai amato in modo particolare, l'ho sempre ritenuto un vino confusionario, un guazzabuglio di vitigni con un ventaglio fin troppo ampio e spesso disorientante di profumi, stili, gusti. Un vino anche troppo condiscendente, che cerca per forza di piacere a tutti. Nei giorni scorsi, il presidente del Consorzio del Custoza Carlo Nerozzi - a sua volta ottimo e apprezzato produttore di vini classici del Garda veronese, ovvero proprio Custoza e Bardolino - ha ospitato presso la sua azienda Le Vigne di San Pietro una verticale di vecchie annate di questo bianco, cui ho partecipato, più che per curiosità che per convinzione.

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Adegga Wine Market: i 10 motivi del suo successo

1) Una location centrale (Hotel Florida) in una (bellissima) città dal respiro internazionale (e dove i mezzi pubblici funzionano benissimo, a tutte le ore): Lisbona.

2) Una scelta accurata (e del tutto discrezionale) delle aziende presenti. Prerequisiti: qualità, originalità, apertura al nuovo. Grandi storie e grandi vini in rappresentanza delle diverse denominazioni d'origine. Al suo quarto anno di vita, l'Adegga Wine Market si sta candidando a diventare l'evento vinoso per eccellenza del Portogallo.

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"Liberate i vigneti". O no?

Esiste in America un movimento che si chiama Free the grapes : il suo obiettivo dichiarato è quello di garantire al consumatore finale la scelta dei vini migliori, grazie alla libera circolazione degli stessi, finalmente privi dei molti vincoli, fardelli e balzelli che i diversi Stati si sono inventati nel tempo (compreso il famoso three tier system, di cui il wine blogger Tom Wark fa un'interessante disamina qui).

In Europa siamo andati oltre: free the vineyards!

Questo della liberalizzazione dei diritti d'impianto  (prevista il 31 dicembre 2015) è una problematica molto sentita a livello produttivo (e quindi politico), e le posizioni all'interno dell'UE non sono nè univoche nè serene, perchè in gioco c'è il futuro dell'Europa viticola.

Questo, almeno, era il titolo del convegno tenutosi a Bruxelles qualche giorno fa, e al quale è intervenuto tra gli altri come relatore anche il prof. Davide Gaeta, docente di politica vitivinicola all'Università di Verona, oltre a Pasquale De Meo (direttore generale di Federdoc), Josè Ramon Fernandez (Segr. generale del CEEV, l’organizzazione europea dell’industria del vino) e Daniela Zandonà di EFOW, che riunisce le organizzazioni consortili d’Europa.

Quelle che seguono, sono alcune delle riflessioni del prof. Gaeta*, così come ce le ha trasmesse.

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Vini (e mercati) di vignaioli: Piacenza e Lisbona

Si avvicina la fine di un anno non facile.

Il mondo contadino del vino, da sempre abituato a lottare per la sopravvivenza quotidiana (una sfida che la complessità del mondo moderno rende ogni giorno più faticosa da affrontare), da tempo ha percepito che per poter andare avanti deve scrivere - o riscrivere - un patto con i consumatori finali, andando a incontrarli per vendergli il suo vino. Direttamente e semplicemente.

E' l'obiettivo di due importanti mostre-mercato di vignaioli in programma il prossimo fine settimana.

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EWBC #5: Grand Terroir Tasting

E' stato uno dei momenti top dell'ultimo EWBC: la grande degustazione di vini dell'Oriente Mediterraneo. Turchia, Georgia, Armenia, Libano illustrate da due mostri sacri della critica enologica internazionale come Tim Atkin MW ("giornalista, presentatore tv, fotografo e giudice del vino con un iPod ben fornito" scrive nella sua autopresentazione in 140 caratteri) e Charles Metcalfe ("giudice, scrittore e sovente cantante del vino. Fondatore dell'IWC, autore della Guida al Portogallo dell'appassionato enogourmet").

Compostamente seduti e attentissimi come disciplinati scolaretti, i circa 300 wineblogger hanno potuto assaggiare vini da vitigni autoctoni e internazionali, che spesso colpivano più per la loro storia che per le loro qualità intrinseche. Vini non sempre immediati, ma che varrebbe la pena assaggiare più spesso. Di seguito alcune note prese al volo.

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Centro di S.Floriano: il suo futuro secondo l'assessore Frigotto

Agricoltura blu.

E' il nuovo diktat del settore primario: la sostenibilità. In tutti i sensi (e a qualunque costo, o quasi). Sostenibilità ambientale, ma anche economica. E quando le due cose non coincidono? Calma. Un problema alla volta. Prima c'è quello del futuro del centro di sperimentazione di S.Floriano, ancora piuttosto nebuloso.

Ne abbiamo parlato con Luigi Frigotto, assessore all'agricoltura della Provincia Verona, poco prima di una conferenza stampa; quella che segue è la sua risposta.

Che sorte avrà il Centro di sperimentazione di S.Floriano?

"Il Centro resta vivo. Ma con l’ultimo decreto Salva Italia, le Province non sono più enti generalisti, hanno dei ruoli ben precisi e tra questi non compaiono la ricerca e sperimentazione in agricoltura.

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EWBC #5: la festa della conoscenza condivisa (e dei nuovi comunicatori)

 E' quasi impossibile rendere l'idea di cos'è l'European Wine Blogger Conference a chi non c'è mai stato. E' come pretendere di spiegare il multiforme, variegato, liquido mondo della comunicazione sul web a chi sa a malapena come si accende un computer. I social media sono un mondo attivo, complesso, articolato, imparare a viverci richiede tempo, volontà, impegno. E in 5 anni di EWBC gli italiani non hanno mai brillato per la loro presenza - nemmeno lo scorso anno, quando la conference si tenne in Franciacorta. Quest'anno, a Izmir c'erano più di 280 delegati da 40 paesi, ma gli italiani madrelingua erano appena 7, dunque inutile insistere. 

Per i pochissimi che però ambirebbero a saperne di più, posso dire che l'esperienza è stata ancora più intensa che in passato. L'organizzazione turco-anglo-americana (Vrazon più WOT, Wines of Turkey, l'associazione di produttori che ha sponsorizzato l'evento) ha funzionato come un orologio svizzero.

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EWBC #5, Izmir: 3 motivi per partecipare

 Il primo anno (2008) fu a Logrono, in Spagna. Il secondo a Lisbona, in Portogallo. Il terzo a Vienna, in Austria, e il quarto a Brescia, in Italia. Quest'anno allarghiamo il giro: Izmir, Turchia. Non proprio Europa, ma insomma. Eravamo una cinquantina il primo anno, oggi siamo 250, un numero volutamente contenuto (spesso a fatica) per assicurare sempre la migliore qualità dell'organizzazione dell'evento. 

Parliamo dell'European Wine Blogger Conference, o per meglio dire della Digital Wine Communication Conference (il nome originario è rimasto per semplicità e affezione), il più importante congresso internazionale dedicato ai nuovi comunicatori del vino, e che tocca ogni anno una diversa nazione europea (o quasi).

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Il CeViVe sul Centro di sperimentazione di S.Floriano

Mentre si attende di sapere quale sarà la sorte del Centro di sperimentazione in vitivinicoltura di S.Floriano, registriamo con piacere sulla vicenda un commento autorevole: quello di Arturo Stocchetti.

Rinomato produttore di Soave - la sua azienda ha sede nello storico palazzo dei conti Sambonifacio, in centro paese -, fermo sostenitore di una enologia che non rinnega la tradizione pur sapendo avvalersi della scienza e della tecnologie moderne, Arturo Stocchetti è al suo terzo mandato di presidente del Consorzio del Soave, ma è anche a capo del Consorzio Vini Veneti.

Ed è soprattutto in questa veste che così commenta la vicenda che vede protagonista il Centro di S.Floriano in questi giorni:

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Perfect Wine, ovvero dell'enologia di precisione e di eccellenza

A questo punto siamo tutti curiosi: cosa succederà al Centro di Sperimentazione in Vitivinicoltura di S.Floriano? Voci di corridoio parlano di una imminente presentazione di qualcosa di nuovo e d'importante, secondo una formula che vedrà coinvolti attori pubblici e privati al tempo stesso (e soprattutto l'Università di Verona) e che dovrebbe ispirarsi nella struttura ad altre realtà già presenti (e funzionanti) nel mondo. Anche il mondo produttivo sarà presente, con una rappresentanza all'interno del comitato di gestione, ma sui particolari di questa cosa, sulla sua articolazione e sulla sua mission (come usa dire oggi), sarà opportuno aspettare qualche annuncio ufficiale.

Nel frattempo, per la categoria "dalle parole ai fatti", ecco una buona notizia. Circa un mese fa, il cda dell'Università di Verona ha dato il semaforo verde alla costituzione di un progetto imprenditoriale elaborato dal  prof.Roberto Ferrarini (già enologo dell'anno 2009 per il Gambero Rosso): lo spin off Perfect Wine s.r.l.", una società formata da un team di professionisti in grado di offrire servizi di enologia d'eccellenza dal campo alla bottiglia.

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