Slovenia: vini di terre rosse, di bora, di ponca

 Dapprima furono gli Illiri e i Celti, poi arrivarono i Romani. Sempre vite fu. E oggi si gode le luci di una finalmente trovata ribalta internazionale. 

Parliamo della Slovenia, area vitivinicola che solo in tempi recenti comincia a proporsi al pubblico degli appassionati con una certa frequenza di degustazioni,e ciò a dispetto di una tradizione di produzione antica . L'ultima, in ordine di tempo, è stata quella organizzata qualche giorno fa a Venezia dalla Fisar e fortemente voluta dai produttori stessi. Un tasting dietro il quale, è stato sottolineato, non c'era nessuna spinta politico-istituzionale, né promotrice né finanziatrice. 

La Slovenia dei vini è un territorio piccolo ma ricco di vitigni anche locali, perchè da Capodistria (in lingua veneta: Koper in sloveno) in poi il clima comincia a risentire di un certo influsso mediterraneo. Superfluo dire che le uve di questa parte sono quasi imparentate con quelle dei vicini: anzi, spesso son le stesse. 

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A Venezia. Con l'abito rosso.

Curioso. Quando si parla di paesi insospettabili produttori di vino, ai nostri giorni si pensa subito a quelli orientali - la Cina, tanto per non far nomi. L'India. Al massimo certe nazioni dell'Est Europa. Eppure, ci sono luoghi molto più vicini a noi che il vino lo fanno da un sacco di tempo - a volte maluccio, a volte bene, a volte ottimamente - per la maggior parte nell'indifferenza - o nell'ignoranza - più totali del resto del mondo.

Sì, parlo proprio della cosiddetta ex-Jugoslavia, oggi frammentata in Serbia, Slovenia, Croazia (oltre che Bosnia, Montenegro, Kosovo, Macedonia...). Mai bevuto un vino serbo? Io no, ma conto di farlo al più presto. E uno sloveno?

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La pazienza del tempo di casa Bertani

Non può dire di conoscere l'Amarone della Valpolicella chi non ha mai avuto la fortuna di fare una verticale di Amarone della Valpolicella Classico Bertani. Il che è meno difficile di quel che si può pensare: non solo perchè Bertani è la storia di questo vino, ma soprattutto perchè almeno una volta l'anno apre i cancelli della sua cantina di vinificazione di Grezzana e mette in degustazione fior di bottiglie e di annate.

Così è stato anche per quest'anno: tema conduttore della giornata, il tempo. Un elemento-chiave nell'ontologia dell'Amarone della Valpolicella, normalmente ignorato dall'andazzo produttivo corrente (con gli esiti sensoriali che conosciamo). 

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San Rustico

Quella di Marano di Valpolicella è sicuramente una delle vallate più interessanti e caratterizzanti: ormai gli aficionados della zona hanno imparato a riconoscere a occhi chiusi i vini che nascono da uve coltivate su questi suoli. Sono vini snelli, asciutti, eleganti, a volte nervosi, con bella freschezza e bevibilità. Vini che stentano a tenere il ritmo forsennato e fagocitante del mercato, e per questo, forse a malincuore, a volte sono costretti a saltare quegli appuntamenti con il pubblico e la critica che vorrebbero portare sui tavoli prodotti ancora infanti, per il solo gusto di presentare la nuova annata. 

Così San Rustico, storica azienda di Valgatara, ha dato buca all'ultima Anteprima Amarone 2008: "Non avevamo il vino", si son quasi scusati i fratelli Marco ed Enrico Campagnola. Come se aver rispetto della tipologia del prodotto e del proprio lavoro fosse una colpa, e non un pregio.

Attenzione: questo post continua qui.

 

L'Amarone della Valpolicella, gioiello da... bigiotteria (firmata)

 C'era il giornalista (poco) eno-(ma molto)gastronomico ben piazzato davanti al banco degli affettati, pronto a passarli in coscienziosa rassegna dopo aver fatto altrettanto con il banco dei formaggi; c'erano i colleghi giornalisti ormai rotti a questo genere di manifestazioni che si alzavano stancamente dal tavolo delle degustazioni alla cieca: "Beh? come sono, 'sti Amaroni del 2008?" "Scomposti".

C'era l'amico produttore giunto da altra regione per ascoltare chissà quali rivelazioni sul futuro dell'Amarone (d'altra parte, il titolo della relazione recitava "L'Amarone della Valpolicella nel mercato internazionale: punti di forza e idee per migliorare"), e rimasto perplesso (come tanti) davanti ad una relazione che in gran parte ha ripetuto i risultati principali di una ricerca del 2006 e ha spiegato come si strutturerà la prossima (frase chiave: "I punti di forza del sistema Amarone sono ancora quelli identificati dalla ricerca del 2006. Ma anche quelli di debolezza non sono cambiati e oggi appaiono, semmai, più gravi. Le prospettive di crescita in termini di valore dipenderanno perciò da quanto le aziende avranno saputo modificare il rapporto tra i loro punti di forza e di debolezza". Cosa che sarà appunto oggetto del prossimo studio).

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Metti, a Villa De Winckels, un Amarone della Valpolicella

...ma anche due, tre, quattro... tutti quelli che hanno voluto portare le trenta e passa aziende presenti, della zona Doc e della Classica.

Un evento, questo organizzato da Villa De Winckels, che anche quest'anno ha fatto il tutto esaurito e che si sta rivelando un appuntamento da non perdere per gli appassionati e un'occasione di degustazione importante. 

L'atmosfera informale, l'ottimo e curatissimo buffet, l'organizzazione impeccabile permettono infatti di parlare, assaggiare e muoversi tra i tavoli nelle migliori condizioni, soprattutto se ci si presenta per tempo: nelle prime ore l'afflusso tranquillo permette a tutti d'incontrarsi degustare in relax. 

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#Zz, Zero zuccheri (nel bicchiere): e tu, di che metodo sei?

Non c'è dubbio, è il momento degli sparkling wines.

Sdoganati dai riti classici del brindisi-delle-feste-e/o-delle-grandi-occasioni, questi particolari vini stanno conquistando terreno nelle preferenze di un numero crescente di persone.

Certo, tra un fan del Prosecco e uno dello Champagne ce ne corre, ma il bello è proprio questo: ancora una volta, chiunque può trovare il metodo che fa al caso suo. Martinotti (o charmat) se cerca un vino dai profumi fragranti e freschi, floreali e fruttati - e preferibilmente da vitigni aromatici o semi aromatici - classico se preferisce profumi più evoluti, complessi, da crosta di pane, pasticceria da forno, biscotti, frutta secca, eccetera.

E come già nelle altre tipologie di vino, anche nell'approcciare gli sparkling è consigliabile una certa gradualità: i dosaggio zero, per esempio...

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Giuseppe Quintarelli: la tradizione che dura nel tempo

L'uomo della "tradizione che dura nel tempo" se n'è andato. Senza tanti clamori, un po' come era vissuto.

Da tempo era malato, e saggiamente - tutti i veri contadini sono dei grandi saggi - aveva sistemato le cose in azienda in modo da assicurare una continuità, nella conduzione e nella produzione, che non lasciasse nessuno insoddisfatto o scontento.

Alla famiglia della figlia più grande aveva lasciato le redini della sua cantina; in particolare, il nipote Francesco, cresciuto tra botti e vigneti, dopo gli studi e un periodo di lavoro all'estero in un settore completamente diverso, era tornato per dedicarsi a tempo pieno all'impegnativo compito di portare avanti la grande eredità enologica e umana del nonno.

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Amarone della Valpolicella show

Gennaio è il mese dell'Amarone della Valpolicella. 

Detta così, sembrerebbe il titolo di una promozione da GDO - e prima o poi potrebbe diventarlo...  - ma al momento è solo una constatazione: anche quest'anno, nella seconda parte del mese si terranno due eventi piuttosto importanti (per numeri, presenze e obiettivi) dedicati al più importante vino rosso della Valpolicella.

Il primo avrà luogo nella bella Villa De Winckels: martedì 18 gennaio, dalle 17 alle 23 torna l'appuntamento "Amarone in Villa".

Protagonisti gli Amarone della zona storica e di quella a Doc (queste le aziende invitate: Allegrini - Antolini - Bertani - Ca' Rugate - Corte Canella - Corte Sant'Alda - Dal Forno Romano  Fasoli Gino - Ferragù - Garbole - Grotta del Ninfeo - Latium - Le Ragose - Manara - Marion - Monte Dall'Ora - Marco Mosconi - Pieropan - Roccolo Grassi - Ruffo Ernesto - San Cassiano - Santa Sofia  Tedeschi - Tenuta Chiccheri - Tenuta Sant'Antonio - Tenuta Santa Maria alla Pieve - Terre di Leone - Terre di Pietra - Tezza - Tommasi - Trabucchi - Villa Erbice - Viviani - Zanoni - Zymè. Per info e prenotazioni: 045 6500133)

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La storia infinita delle commissioni di degustazione

Ci sono poche cose che provocano un subitaneo attacco di orticaria in un produttore di vino. Una di queste sono le commissioni di degustazione delle Camere di Commercio.

Composte da tecnici ed esperti degustatori iscritti negli appositi albi , queste commissioni hanno il compito (e la responsabilità) di stabilire se un vino può fregiarsi della Doc (oppure no), ovviamente prima che venga messo in commercio. Nulla da obiettare, in teoria; nella pratica, non si contano i casi di incavolatura - per usare un eufemismo - dei produttori nei confronti di certi responsi. Casi che, in qualche situazione, hanno sortito effetti collaterali devastanti per la denominazione stessa.

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