Terroir al Limit assaulted - why blame the wine?

 La notizia ci giunge dall'amico wine blogger catalano Joan Gomez de Pallarés: l'azienda Terroir al Limit, nel Priorato, è stata oggetto poche notti fa di un vero e proprio attacco vandalico. Di seguito il racconto (in inglese) e a seguire la traduzione in italiano.

All'azienda, ovviamente, tutta la nostra solidarietà.

Terroir al Limit assaulted!

"On the night of the 13th of June 2011, in the village of Torroja del Priorat, Spain, an appalling and almost unthinkable event took place at the cellar of the Terroir Al Limit winery. The cellar locks were broken open, and a terrible act of vandalism followed. The taps of some tanks were simply opened and wine allowed to flow out onto the floor. Many casks of wine in the cellar were ruined by contamination with household bleach.
The owners of Terroir al Limit, Dominik Huber, Eben Sadie and Jaume Sabaté, strongly condemn this unexplained act. It was not as direct or dramatic as an assault on human life, but is in some way an assault on mankind and a crime of unthinkable measure. Was it some expression of hatred or sheer vandalism? There is no obvious underlying reason, and no-one has admitted responsibility for the cowardly act of destruction.

Read More

Terroirvino 2011 (e tutto il resto)

E' iniziato il conto alla rovescia: Terroirvino è qui. Potremmo dire "puntuale come le tasse", ma il paragone è ingeneroso, perchè le tasse non piacciono a nessuno, e invece questa manifestazione enoica-eroica piace sempre a più persone ogni anno che passa.

Enoica perchè si parla di vini (ma non solo).

Eroica perchè per organizzarla professionalmente (in teoria) occorrerebbero finanziamenti importanti e l'impegno di un comitato fieristico, e invece fa tutto un privato cittadino con un pugno di ben rodati amici e collaboratori.

Come a dire: la qualità non è una faccenda di dimensioni. 

E' una faccenda di idee. E di determinazione. Non di aiuti(ni) pubblici. Perchè se Filippo Ronco avesse dovuto aspettare il contributo pubblico per mettere in piedi il suo primo Tigulliovino.it Meeting (come si è chiamata nei suoi primi tre anni di vita questa manifestazione), oggi non saremmo alla settima edizione

Volere è potere, insomma (aziende-che-aspettate-sempre-la-manna-dal-pubblico-cielo-per-fare-qualsiasi-cosa, imparate).

Read More

A toast to wine freedom - Italian version

Riprendo, adattandola, la lettera aperta che l'amico wine blogger Robert McIntosh, di Vrazon, ha pubblicato in questi giorni sul suo blog. E' indirizzata alle aziende del vino. Inutile specificare che la condivido dalla prima all'ultima riga. Anzi, lo ringrazio per aver scritto a chiare lettere cose che avrei dovuto palesare anch'io, e da parecchio tempo.

 "Gentile Cantina, sono venuta a sapere che i tuoi meravigliosi vini, celebrati dagli appassionati  di tutto il mondo come straordinari esempi di artigianato e scienza della vinificazione, a causa delle tue azioni e inazioni sono stati imprigionati digitalmente e bloccati lontano dallo sguardo d’apprezzamento di milioni di potenziali bevitori. 

Read More

Pinot nero: rischio inflazione?

E' uno dei vitigni più difficili con cui si può avere a che fare, il pinot nero. Al punto che dev'esserci un pizzico di masochismo in quei produttori che si mettono in testa di farlo pur sapendo che darà loro soddisfazioni con il contagocce.

Oppure è il gusto della sfida. Il miraggio di riuscire anche solo ad avvicinarsi, almeno una volta nella vita, a certi modelli inarrivabili e irraggiungibili.

Ma qual'è il modello di pinot nero (ammesso che esista) da perseguire? La domanda, tutt'altro che oziosa, credo se la siano posti anche gli organizzatori del concorso legato alle Giornate Altoatesine del Pinot Nero.

Il concorso è nazionale, e infatti anche quest'anno ha visto in gara oltre una settantina di campioni dell'annata 2008 provenienti da diverse regioni italiane, ma la preponderanza era fortemente in mano all'Alto Adige: e infatti, manco a dirlo, tra i primi dieci Pinot Nero classificati, 9 erano di aziende altoatesine e 1 solo del Trentino. L'elenco dei vincitori si trova qui.

Read More

Cantine Aperte 2011: i consigli di VinoPigro

Che si fa domenica 29 maggio 2011? Come da regola, si va per cantine. Armati, per l'occasione, delle opportune istruzioni per l'uso, si può pensare di avventurarsi alla scoperta di luoghi, persone e soprattutto vini che non si conoscono.

Per chi, come chi scrive, andar per cantine non è solo un piacere ma soprattutto un lavoro (quotidiano), quando si tratta di consigliare dove andare e perchè, cominciano i problemi, tali e tanti sono i nomi di aziende che valgono la pena di un viaggio o di una visita.

In giro per la rete troverete senz'altro un sacco di suggerimenti: tuttavia, avendo scritto un e-book ad hoc per l'enoturista, nel quale abbiamo volutamente omesso di fare nomi di aziende o di consigliare itinerari, in questo post diamo qualche spunto (peraltro limitato solo a poche Regioni), con annesse motivazioni. Tutte le aziende presenti sono state visitate e assaggiate di persona: alcune di loro tuttavia non compaiono tra le cantine citate negli elenchi diffusi dal Movimento Turismo, perciò il consiglio è di telefonare, prima di mettersi in viaggio. 

Read More

Da Rocca Sveva a Roccabruna: il Manuale in tour

Cantine Aperte è qui.

Sono ormai più di vent'anni che la giornata dedicata all'enoturista - cioè al visitatore di una zona appassionato di vino - si celebra in tutto lo stivale nazionale con modalità e sentimenti contrastanti.

C'è chi è normalmente organizzato, e quindi lo gestisce quasi come una routine.

C'è chi invece non l'ha mai fatto, ed è preso dall'ansia della prima volta, con tutti i problemi tipici dei neofiti.

C'è chi vi aderisce, ma con scarso entusiasmo; chi vorrebbe ogni anno far qualcosa di più e di meglio, per i visitatori e per la sua azienda...ma non sa cosa.

E c'è chi ne ha fatto (già) esperienza, e ha deciso di non ripeterla.

Inutile dire che esiste un libro pensato proprio per gli enoturisti, per imparare a organizzare al meglio quella che deve pur sempre restare una giornata piacevole, positiva, interessante.

La prima cosa da fare quindi è procurarselo (fine dello spot).

Read More

Un vino per 4square

...ma anche per Facebook. O Twitter. O LinkedIn.

In altre parole: se i più popolosi social networks fossero altrettanti vini, cosa sarebbero?

Tranquilli, non è una domanda seria, ma una specie di gioco, come può esserlo l'abbinamento di un vino o di un tipo di uva ad un segno zodiacale.

Sarà in ogni caso uno degli argomenti su cui si potrà discutere questa sera a Borgo Rocca Sveva (Soave, Verona): per la serie "Incontri di primavera", alle 20.30 gli interessati potranno intervenire ad un momento di conoscenza a proposito di nuovi consumatori & nuovi media: dal tramonto del wine critic all'inizio di un new wine cricitism.

Da Parker ai social media, insomma, per capire se è cambiato - e quanto, e come - il modo di comunicare il vino ai giovani e non solo.

Alla presentazione seguirà ovviamente una degustazione dei vini della Cantina di Soave. Essendo i posti limitati, i primi che arrivano... si siedono (gli altri stanno in piedi).

Personalmente detesto i quarti d'ora-mezz'ora  di ritardo, accademici o no, e cerco sempre di essere puntuale.

Fatevi un favore e siatelo anche voi.

 

P.s.: per ogni info, chiamate questo numero: 045. 6139845.

 

 

Il Manuale va al Salone (e noi con lui)

Dal 12 al 16 maggio a Torino si aprirà il 24° Salone Internazionale del Libro.

Ci fu un tempo - molto lontano - in cui non mi occupavo professionalmente di vino, ma di libri, fumetti, editoria di divulgazione scientifica e per ragazzi.

Andare a fiere e saloni ad essi dedicati - come la Bologna Children Books Fair - era per me vita quotidiana, così come oggi lo è frequentare Vinitaly, Merano IWF, o eventi similari. Lo feci per anni e anni. Poi la vita e il lavoro mi dirottarono altrove, e quei momenti finirono nel cassetto dei ricordi.

Ma non dimentico che vengo anche da quel mondo, non fosse altro perchè in questi anni ho continuato a scrivere, non solo articoli e servizi, ma anche libri. Libri sul vino, ovviamente, ma non solo.

Read More

Il vino e la confusione degli stili

Ci fu un tempo in cui le cose in enologia erano semplici come il sistema binario: 0 e 1. Acceso / spento. In quei tempi che oggi tanto remoti ci appaiono, la macerazione era quel momento tecnologico che distingueva il vino rosso da quello bianco. Il primo la faceva, il secondo no.

Tempi remoti, appunto. Oggi di macerazioni - brevi, lunghe, lunghissime - si parla a prescindere dalla dicotomia bianco/rosso, con tutto quel che di tecnico - ma non solo - ciò comporta. Alla macerazione, alle sue prospettive presenti e future, l'OICCE ha dedicato di recente una giornata di studio, (rivolta ovviamente agli addetti ai lavori) e che ha visto sfilare al tavolo dei relatori enologi, ricercatori e docenti universitari.

Al di la' delle peculiarità di una macerazione a cappello sommerso piuttosto di una a cappello galleggiante, tra i molti motivi di riflessione e discussione emersi, uno ci è parso di un certo interesse, uno spunto più di riflessione che tecnico: la constatazione che viviamo in un momento storico di confusione degli stili enologici. 

Read More

Lo strano caso di Olivier B.

Oggi vi racconto una storia che sembra la trama di un film buonista di Frank Capra, e invece è vera, e dal finale ancora aperto.

In breve:
Olivier B è un misterioso ex-consulente viticolo (di lui, in rete, si trova solo una silouette in bianco e nero: quella che compare sulle etichette dei suoi vini. Oppure foto di schiena, come questa). Pochi anni or sono fece il grande passo: affittò un capannone a Méthamis Vaucluse (Provence-Alpes-Cote d'Azur), ci cacciò dentro quel poco che a suo dire gli serviva, e si mise a fare vino - AOC, Côtes du Ventoux -, documentando  ovviamente, nel suo blog, la sua vita di ogni giorno.

Read More