Verticale Amarone della Valpolicella Classico Speri

Se chiedete a qualunque produttore "storico " della Valpolicella qual'è il vino-simbolo di questa zona, quello che davvero la rappresenta e nel quale meglio si identifica, vi risponderà senza esitazioni che è il Recioto.

Intanto però, le verticali che vengono organizzate in giro per il mondo sono sempre e solo di Amarone, "figlio" onnivoro, che da errore enologico qual'era, in breve tempo si è trasformato nell'asso pigliatutto. E del povero Recioto oggi nessuno parla più.

Ingiustizia dei tempi (una delle tante)! Comunque sia, ecco qualche nota a proposito di una bella serata amaronista organizzata nella cantina storica degli Speri dall'Ais veronese, star della serata e padrone di casa Giampaolo Speri (nella foto  insieme a Bruno Zilio, delegato Ais di Verona).

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L'aroma nell'uva? Una questione di geni

Non c'è dubbio che le uve aromatiche partono in pole position: facile ricavare dei vini accattivanti e profumati, quando già le uve lo sono. Oggi possiamo dire a cosa sia dovuto questo naturale talento del profumo: grazie alle ricerche degli studiosi dell'Istituto di San Michele all'Adige, sappiamo con scientifica certezza - chè già era facile intuirlo - che è tutta una questione di geni. 

Dopo aver decodificato il genoma della vite, in particolare del pinot nero, adesso il gruppo di genomica applicata del Centro Ricerca e Innovazione dello IASMA ha scoperto il gene che determina l'aromaticità delle uve: il DXS.

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Degustare Bertani (l'Amarone, finalmente)

In my humble opinion, non può dire di conoscere davvero l'Amarone della Valpolicella chi non ha mai bevuto, almeno una volta nella vita, un Amarone di Bertani di un'annata precedente al 1990.

Il successo mediatico e commerciale di questo vino rosso secco da uve appassite è infatti storia recente - la data ufficiale dell'inizio del fenomeno è il 1995 - ma in Valpolicella già negli anni '30 del secolo scorso si commercializzava il Recioto Amarone (come si chiamava prima che la modifica del disciplinare nel 1990 stabilisse le regole distintive per le due tipologie di vini).

Negli anni Trenta e per i successivi vent'anni almeno, erano poche in Valpolicella le maison produttrici che vendevano le proprie bottiglie anche all'estero: tanti blasonati produttori di oggi all'epoca erano mezzadri, o al massimo vendevano vino sfuso in damigiane.

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2 febbraio, il compleanno di un grande

... C'è un libro che avresti voluto scrivere e non hai scritto?

"Sì, un giallo. Me l'avevo proposto l'editore Mazzotta, poi la cosa è tramontata. Ma prima o poi lo scriverò".

E l'editore che era in te non urla, adesso che sei passato dall'altra parte?

"Urla ogni tanto, ma lo tengo buono (...) E dovrà pazientare l'editore che è in me: adesso sto preparando il libro degli spumanti e degli champagne".

C'è una confusione pazzesca nel settore.

"Quest'inverno ho letto cose atroci. I nostri spumanti stanno crescendo, alcuni sono eccezionali, ma ogni paragone è fuori luogo, lo champagne è una cosa diversa per mille motivi e mi stupisce che i francesi abbiano lasciato correre sulla scrittura metodo champenoise".

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Tutto (o quasi) quel che avreste voluto sapere sul "ripasso"

... e non avete mai nemmeno sognato di chiedere.

Si sa che oggi l'Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Ripasso sono tra i vini più gettonati (meglio: bevuti) dai mercati mondiali. E se l'Amarone continua ad essere una specie di icona dell'enologia italiana nel mondo, attualmente è il Valpolicella Ripasso a riscuotere i maggiori successi commerciali. Un esito che gli stessi produttori di Valpolicella avevano largamente previsto, e che si erano in un certo senso assicurati, dandosi un disciplinare di produzione nel quale si stabilisce che "il quantitativo dei vini a DOC Valpolicella Ripasso non può essere in volume superiore al doppio del volume di vino ottenuto dalle vinacce delle tipologie Recioto della Valpolicella e/o Amarone della Valpolicella impiegate nelle operazioni di rifermentazione/ripasso".

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Amarone in Villa (de Winckels)

Villa de Winckels è un elegante ristorante-enoteca con locanda che la famiglia Merzari, autrice del restauro della storica villa, gestisce in quel di Marcemigo (Tregnago, VR).

Qui già lo scorso anno si svolse un eno-evento, piccolo nei numeri ma grande nei contenuti: Amarone in Villa. Una libera degustazione (a pagamento) di alcune selezionate aziende produttrici, con un occhio di riguardo a quelle delle Val d'Illasi e dell'Est veronese in generale, la cosiddetta Valpolicella Doc.

Un appuntamento che si è ripetuto anche quest'anno, e che ha visto co-interpreti della serata alcune delle eccellenze gastronomiche della Lessinia e della provincia veronese in genere (qui l'elenco), oltre alla cucina del ristorante stesso.

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Media mainstream: quale immagine per la vitivinicoltura?

"Voglio ringraziare la Rai, il TG3 del Veneto, che ieri sera ha dato come notizia di apertura quella riguardante l’ottimismo che si intravvede nell’analisi dei dati sull’andamento dell’annata agraria nel corso del 2010: a mia memoria è la prima volta che una notizia positiva di agricoltura apre un notiziario giornalistico di questa importanza”. Lo ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato ricordando come quasi sempre il settore primario occupi le cronache per le sciagure o gli scandali che lo investono.

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