A cosa NON SERVE un convegno?
NON SERVE a risolvere situazioni reali (raramente si esce con qualsivoglia soluzione in tasca).
NON SERVE a dire la parola definitiva su qualsivoglia problema.
A cosa NON SERVE un convegno?
NON SERVE a risolvere situazioni reali (raramente si esce con qualsivoglia soluzione in tasca).
NON SERVE a dire la parola definitiva su qualsivoglia problema.
Personalmente siamo insofferenti a lagnanze& piagnistei vari e assortiti: solo al vederli esibiti (più o meno artatamente) in televisione ci viene l'orticaria.
Ma questo non è una buona scusa per passare sopra a ciò che è accaduto nelle scorse settimane a due paesi della Provincia di Verona come Soave e Monteforte d'Alpone: i due Comuni della zona storica di produzione dei vini Soave.
Basterebbero le immagini a dare un'idea del disastro che ha colpito queste zone; e mentre, giustamente, si fa la conta dei danni civili, morali, materiali in genere, a pochi viene in mente di chiedersi cosa ne è stato di tante aziende del Soave.
Dove: venerdì 19 novembre, alle 9.30, nell'Aula Magna dell'Istituto di San Michele all'Adige (TN)
Cosa: live-blog "Vino in bocca - tendenze e comunicazione nell'epoca di Internet"
Chi: interverranno Fabio Giavedoni (Guida Slow Wine), Angelo Peretti (Internetgourmet), Filippo Ronco (TigullioVino & relativi spin-off), Stefano Caffarri (Appuntidigola). Moderatore, il giornalista del quotidiano L'Adige Paolo Ghezzi.
Andare a Merano IWF il lunedì - un lunedì piovoso, uggioso e noioso - significa mancare buona parte della festa (di popolo, di stampa, di eventi, eccetera) perché tutto si è già tenuto nei giorni precedenti, soprattutto il sabato, giorno di massima calca.
Significa aggirarsi tra i banchi con calma e senza fretta - e pazienza per l'atmosfera smobilitante che si avverte già a partire dalle 12.
Significa riuscire a scambiare due parole con l'amico (produttore, sommelier, giornalista...) che non vedi da tempo, senza essere continuamente interrotti.
Il dibattito è sempre in corso: biodinamica sì o no? Con il manicheismo che li contraddistingue, negli USA c'è persino chi si è preoccupato di aprire un blog per dimostrare che la biodinamica è una bufala colossale. Non diverso l'atteggiamento di chi (italiano) la reputa la rovina delle aziende, perchè ingenera false illusioni e aspettative in seguito puntualmente smentite dai fatti.
Eppure...
Ebbene sì, anche nella galassia caotica, anarchica, ferocemente individualista e infrequentabile dei white nose (come ci definisce Sua Maestà della wine critic internazionale) è arrivato il momento di mettersi in gioco direttamente. Di scendere in campo e confrontarsi tra noi. Vinca il migliore.L'annuncio è stato dato proprio nel corso dell'European Wine Blogger Conference di Vienna: ogni anno, una giuria di esperti sceglierà i migliori esempi di editoria digitale (ma anche di audio e video).
Ewbc #3: 4 giorni di fuoco sotto il cielo benevolo di Vienna. Un giudizio sintetico? E' stata un'esperienza interessantissima, coinvolgente, faticosa, impegnativa, divertente, entusiasmante. Quattro giorni fittissimi di incontri, amicizie vecchie e nuove, scambi, confronti, nuove conoscenze. E vini, tanti vini. Mai bevuti tanti Gruner Veltliner, Saint Laurent e Zweigelt come in questa occasione. Impossibile riassumere in poche righe la conference: basti dire che in tutto si sono tenute una ventina di sessioni di lavoro, tra keynote principali e work shop, e che i temi trattati spaziavano dall'uso delle piattaforme di social media monitoring alle prospettive dell'editoria digitale. Per non parlare delle full immersion nella produzione vinicola di Austria e Cile.
Mentre ci prepariamo materialmente e psicologicamente a 3 giorni di full immersion nel mondo del vino austriaco (ma non solo), e soprattutto in quello dei nuovi media , con tutte le problematiche e le opportunità che questi comportano - il programma delle sessioni di lavoro e dei seminari è così denso che bisognerebbe potersi dividere in tre per seguire tutto - , una piccola annotazione per quelli che resteranno a casa ma sono comunque curiosi di saperne di più.
Ci sono vini che ti trasmettono allegria, come certi rosati, molti Chiaretti, certi buoni Marzemino, Schiave, Bardolino e Valpolicella, perfino i Novello (quando sono autentici); perchè sono vini friendly, disimpegnati, sorridenti (sì, insomma, avete capito: vinini).
Poi ci sono vini che invece ti mettono soggezione, come i Barolo, i Brunello di Montalcino, gli Amarone della Valpolicella...
Ai primi ti rivolgi con il tu, ai secondi dai del lei - quando non, addirittura, del voi.
E poi c’è il Pinot grigio. Un vino in jeans.
Ci siamo, il countdown è iniziato.
La prossima settimana si parte per l'Austria, destinazione Vienna e il 3° European Wine Blogger Conference, che si terrà dal 22 al 24 ottobre, grazie all'organizzazione e la collaudata regia della coppia Ryan e Gabriella Opaz e di Robert McIntosh.