Vacation!

"Non mi sembra un uomo libero quello che non ozia di tanto in tanto". (Cicerone)

Il presente esercizio si prende qualche giorno di pausa, così come consigliano i grandi uomini d'ogni tempo:

"E' impossibile godere a fondo l'ozio se non si ha una quantità di lavoro da fare" (Jerome K.Jerome)

"Ozio. Intervalli di lucidità nei disordini della vita" (Ambrose Bierce)

"L'attività del cretino è molto più dannosa dell'ozio dell'intelligente" (Mino Maccari) 

"Dai nostri genitori abbiamo imparato a calcolare quel che l'ozio ci fa perdere, non quello che ci fa guadagnare. Oggi, dobbiamo imparare di nuovo a rilassarci. È un mestiere come un altro; una vocazione, anche"  (Paul Morand). 

 Fate i bravi, torno presto. 

Which is the typicality in the wine?

Partecipo spesso a incontri tecnici di formazione per enologi, agronomi, studenti e dottorandi, dove l'interesse della giornata è direttamente proporzionale alla pregnanza degli interventi. Questo per dire che mi capita di rado di assistere ad un seminario aperto come quello organizzato recentemente dal GIV presso le Cantine Storiche Bolla, e che ha richiamato un numero insospettato di partecipanti, anche da altre regioni.

Il tema "I nuovi orizzonti di una viticoltura di qualità", di per se' non lasciava presagire nulla di particolarmente nuovo e originale, a dispetto del parterre di relatori invitati.

E invece, sono state quasi 5 ore filate dense di concetti, punti interrogativi e dati (alcuni, come quelli sull'ignoranza d'uso e lo spreco dei fitofarmaci in viticoltura, pesanti come macigni) che hanno tenuto la platea inchiodata al suo posto fino alla fine.

Aperto da Christian Scrinzi, direttore enologico e di produzione del GIV, con una domandina facile facile ("Qual'è il ruolo della viticoltura italiana nell'attuale scenario della produzione mondiale?"), il seminario ha poi visto avvicendarsi numerosi interventi, tra considerazioni storiche, di mercato, e tecnico-pratiche (viticoltura di precisione ed eco-sostenibile, moderne tecniche di gestione del vigneto, tecniche a basso impatto ambientale nella distribuzione degli agrofarmaci).

Moltissimi gli spunti di riflessione emersi, alcuni nuovi, altri no, ma evidentemente irrisolti.

Tra questi, il concetto di tipicità.

Noi che dai francesi abbiamo copiato (a volte male) un sacco di cose, dai vitigni alle tecniche di allevamento dei vigneti, con risultati altalenanti (si va dall'eccellente al pessimo, allo sconsigliato), non abbiamo però ripreso alcuni concetti con lo stesso significato che gli attribuiscono i cugini d'Oltralpe.

Uno di questi è il concetto di terroir. L'altro, il concetto di tipicità.

Mentre il primo, grazie al Cielo, non rientra fra le voci della tradizionale scheda tecnica di degustazione di un vino, il secondo purtroppo sì - e non sai mai che voto assegnargli.

Quando un vino può dirsi tipico? e - soprattutto -  chi lo stabilisce?

Per i francesi, ha spiegato il prof. Scienza, la tipicità è quel fil rouge che si riscontra in tutti i vini di un territorio, grande o piccolo che sia. E' la risposta del vino al suo territorio.

Gli italiani, al solito, hanno di questo concetto una definizione più elastica: così elastica che spesso non riescono a darla. O meglio, ciascuno ne da' una sua: perchè il fil rouge (anche sensoriale) comune a tutti i vini di un territorio, diciamo noi, rischia di portarli alla banalizzazione, e non sia mai che gli italiani facciano vini normalizzati.

Perciò, spazio alla fantasia (dei vini, e delle definizioni): cos'è la tipicità in un vino?

 

Brand o Doc nel futuro della TerradeiForti?

C'era una volta un vitigno sconosciuto perfino al catalogo nazionale delle varietà di vite perchè ormai nessuno si ricordava di lui. Un produttore del posto, memore di vendemmie della sua infanzia nelle quali anche quest'uva arrivava in cantina a carrettate, un giorno decise di recuperarlo e ridargli dignità. Ci mise vent'anni e un sacco di soldi, ma alla fine riuscì nell'intento.

Oggi il Casetta è un vino rosso a Doc della Valdadige (insieme al più noto Enantio).

Da n.0 barbatelle coltivate, a 40 mila bottiglie prodotte ogni anno, non si può non parlare di progresso. Per un'area produttiva dai connotati esistenziali e produttivi così sfumati come la Valdadige, la coppia Enantio e Casetta rappresenta un messaggio forte e chiaro. Due vini rossi che nascono da uve così autoctone da crescere solo qui.

Basta questo per tratteggiare la Valdadige- TerradeiForti agli occhi di consumatori ed enoturisti? ovviamente no. Occorre ben altro.

Ma cosa? 

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Compra una bottiglia di vino, vinci un sommelier

Santa Margherita è da sempre un'azienda molto attiva sul fronte della comunicazione, sensibile ai nuovi media e soprattutto agli umori della base (consumatrice).

Così, dopo aver blandito le velleità letterarie di tanti wine lovers con il suo ormai famoso e seguito concorso letterario, ha pensato di dar forma al più o meno segreto desiderio di molti di poter permettersi, almeno una volta nella vita, una cena d'alta classe, con tanto di sommelier, a casa propria.  

L'ultima iniziativa infatti si chiama proprio "Un Sommelier a casa tua" e si svolge in collaborazione con l'AIS.

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L'importanza del bicchiere nell'assaggio del vino

"Il vino è un compagno problematico" diceva Luigi Veronelli.

E l'assaggio del vino un'arte e non una scienza, aggiungo io (perdonate l'immodestia), sebbene non sia priva di elementi scientifici.

E' un'arte perchè il corpo umano è una macchina tanto complessa quanto imperfetta. Perchè siamo tutti diversi. Perchè buona parte dell'assaggio di un vino si fonda su reazioni fisiologiche e meccanismi psicologici simili in tutti, uguali in nessuno.

E perchè anche gli strumenti dell'assaggio non sono neutrali.

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Viticoltura sostenibile

Nel mondo della comunicazione del vino ci sono degli argomenti fissi, sempre attuali, per quanto (in parte) legati alla stagionalità: il ruolo delle fiere & dei concorsi, i vini c.d. naturali o bio-cosi, l'importanza (?) della critica del vino, eccetera.

E poi ci sono quelli un po' più tecnici, ma ugualmente fashion. Uno di questi è l'ampio capitolo della sostenibilità, dal vigneto alla cantina, la carbon footprint e via disquisendo.

Per limitarci - si fa per dire - alla sola viticoltura sostenibile, sabato 16 luglio alle 9.00 nelle Cantine Bolla di Pedemonte (S.Pietro in Cariano, VR) si terrà il seminario aperto "I nuovi orizzonti di una viticoltura di qualità".

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Wine app: iWineMaker

Sono una iPad-fan, e come qualche decina di milioni di soddisfatti possessori della tavoletta con la mela, tra le millanta cose che faccio ogni giorno c'è anche il tener d'occhio i nuovi arrivi sull'AppStore. Il quale ha ormai toccato quota mezzo milione di apps, migliaio in più, migliaio in meno.

 500 mila programmini che fanno di tutto per tutti, scaricabili sui dispositivi più diversi, dall'iPhone all'iPad passando per l'iPod Touch.

Tenersi aggiornati su ciò che offre il mercato non è semplice, dato il ritmo frenetico con cui ogni giorno vengono aggiunte nuove applicazioni. Meno male che, almeno nel mondo del vino, si viaggia ad una velocità più accettabile.

Questo per dire che le apps davvero interessanti e utili per chi è del settore, sono poche.

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Gran Noè 2011, Friulano & friends

Giugno è stato un mese denso di eventi, per il Friuli: Mare & Vitovska nel Carso, Gran Noè - Friulano & Friends, Tipicamente Friulano nel Collio. Molta istituzionalità (pazienza), l'immancabile convegno (ancora pazienza), un pizzico di folklore (Aria di Festa a San Daniele: non indovinerete mai qual'era il prodotto protagonista assoluto), locations straordinarie (il Castello di Duino per Mare & Vitovska; il parco di Palazzo Masetti De Concina a San Daniele per il Gran Noè) , paesaggi splendidi, una cucina stellata, qualche interessante scoperta.

E tanta cordialità, da parte di tutti - calorosa da parte dei produttori.

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USA: Mionetto’s Il Prosecco pressed by a new entry, Cavit Lunetta

Prosecco has been one of the U.S. wine market’s hottest categories over the past few years, and no marketer has played a larger role in its success than Brooklyn, New York-based Mionetto USA. Mionetto’s Il Prosecco has been the category leader for the past half-decade, and the brand shows no sign of slowing down. After earning an Impact “Hot Brand” award following its 20% advance to 265,000 cases in 2010, the brand’s growth actually accelerated in the early months of 2011.

While Champagne and some other sparkling wine categories were hurt by the economic downturn, Prosecco—and Mionetto—appear to have been helped by it. “Consumers are still looking for value alternatives but don’t want to compromise on quality,” says Enore Ceola, managing director of Mionetto USA.

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Vinoeportici: sabato 2 luglio, a Egna

"Vinoeportici" è il primo significativo appuntamento dedicato ai vini di qualità dell’Alto Adige e del Trentino, e nasce dalla passione per il vino che la regione sa esprimere in punte di massima qualità.
Una passione condivisa da Vincenzo Degasperi, istrionico patron di “Johnson&Dipoli” la storica e affascinante enoteca di Egna, meta di pellegrinaggi di gourmet ed enofili da tutto il mondo e Paolo Ianna, selezionatore di vini di qualità e coordinatore della Guida ViniBuoni d’Italia edita da Touring Club.

Sabato 2 luglio, 25 eccellenti produttori della regione si ritroveranno nella magnifica quinta teatrale dei portici di Egna, per presentare i loro vini.
Un'occasione che permetterà di avere una panoramica della multiforme produzione enologica altoatesina, dal carattere nordico e mediterraneo al contempo, e che spazia dai vini metodo classico ai passiti, passando dai vini fermi bianchi e rossi.

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