Viaggi & Assaggi

A wine a day (for a week)

No, it's not a diet. Usually it's my life. More or less.

Monday. Albino Armani "Terre di Gioia" Sauvignon Blanc Grave del Friuli Doc, 2008. A fruity Sauv blanc, finally - enough with cat pee or green pepper! Peach and apricot, juicy and drinkable. A good start for the week.

Tuesday. Casaretti az.agricola "Bardolino Classico 2012". A nice Bardolino - the typical friendly wine of Lake of Garda - with a bright red in the glass, a nose of sweet small red fruits and a mouth of sweet spices - (cinnamon, cloves) in a long final

Wednesday. Cantina "Valpolicella" di Negrar "Vigneti di Moron 2003" Recioto della Valpolicella Doc. This a champion in its category. A delicious sweet (though not too much!) wine, velvety, with a rich bouquet of scents and flavors - cherry liqueur, cocoa, plum, raisin, violet, chocolate, a nuance of coffee - and a smooth taste with an aftertaste almost endless... 

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Il Valpolicella che dev'essere: 5 esempi

E' il vero simbolo di questa zona vinicola, il suo lato maschile: un vino cordiale, scuro - ma non troppo - nel colore e nei profumi, sbrigativo ma non superficiale, semplice ma non sempliciotto.

Un vino dinamico: attivo ed efficiente. Capace di adattarsi a pietanze invernali come a piatti più leggeri, zuppe, paste, risotti, carni e perfino pesci e verdure. Se all'Amarone della Valpolicella si da' del lei - nei casi più venerandi perfino del voi - al Valpolicella si da' sempre del tu, come a un amico sul quale si sa di poter sempre contare. 

Detto questo, e in spregio del rispetto che si dovrebbe portare a un prodotto che si chiama come la terra da cui proviene - un pre-requisito di marketing che molti pagherebbero per poterlo vantare ... - sappiamo benissimo come stanno le cose.

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Trentodoc: una degustazione

 Prendi una fredda giornata di gennaio, con il sole e la neve sulle montagne.  A Palazzo Roccabruna l'appuntamento era fissato da tempo. Più di 60 i Trentodoc schierati nel frigo pronti per la degustazione, e il bravo Antonio (il sommelier) a nostra disposizione, prodigo di spiegazioni e informazioni su vendemmie, vinificazioni, aziende, terreni, cambi di stile o di proprietà. Saltiamo i dati di produzione aggiornati perchè al momento della degustazione non erano ancora pronti, e veniamo subito al dunque: i vini. 

Ne abbiamo assaggiati 37, suddivisi in categorie (dosaggio zero, extra brut, brut, millesimati, riserve).

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WBIS 2013: com'è andata

Il mondo del vino appare sempre più spaccato in due dimensioni parallele: quello dell'offline e dell'ufficialità - fatto di riti vecchi ormai di anni, per non dire di decenni: le grandi fiere, i grandi concorsi, i proclami dei grandi guru, le guide, le anteprime, gli eventi di presentazione di ogni genere e tipo - e quello dell'online, vivace ed effervescente, mai uguale a se stesso, una specie di magma in ebollizione dal quale fuoriescono continuamente nuove idee e iniziative. 

Il Wine Business Innovation Summit tenutosi recentemente a Bruxelles è un esempio di questo fermento. Dall'idea di partenza - un forum tecnico rivolto ai professionisti del vino che per incoraggiare in questo settore l'innovazione,la creatività e le nuove tecnologie - in poi, tutto si è svolto all'insegna della collaborazione.

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Custoza: un grande futuro... alle sue spalle

"Non è il mio vino".

Si dice così quando un vino, o una tipologia, non ci acchiappa, non ci emoziona, ci lascia freddi. Onestamente: si ha un bel dichiarare "io bevo tutto, purchè di qualità". Non è vero. Non tutto, e non sempre, ci piace. Ce ne facciamo una ragione e avanti, il mondo è grande e le alternative non mancano.

Ciò premesso, parliamo del Custoza. Non è il mio vino. Non l'ho mai amato in modo particolare, l'ho sempre ritenuto un vino confusionario, un guazzabuglio di vitigni con un ventaglio fin troppo ampio e spesso disorientante di profumi, stili, gusti. Un vino anche troppo condiscendente, che cerca per forza di piacere a tutti. Nei giorni scorsi, il presidente del Consorzio del Custoza Carlo Nerozzi - a sua volta ottimo e apprezzato produttore di vini classici del Garda veronese, ovvero proprio Custoza e Bardolino - ha ospitato presso la sua azienda Le Vigne di San Pietro una verticale di vecchie annate di questo bianco, cui ho partecipato, più che per curiosità che per convinzione.

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Adegga Wine Market: i 10 motivi del suo successo

1) Una location centrale (Hotel Florida) in una (bellissima) città dal respiro internazionale (e dove i mezzi pubblici funzionano benissimo, a tutte le ore): Lisbona.

2) Una scelta accurata (e del tutto discrezionale) delle aziende presenti. Prerequisiti: qualità, originalità, apertura al nuovo. Grandi storie e grandi vini in rappresentanza delle diverse denominazioni d'origine. Al suo quarto anno di vita, l'Adegga Wine Market si sta candidando a diventare l'evento vinoso per eccellenza del Portogallo.

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Vini (e mercati) di vignaioli: Piacenza e Lisbona

Si avvicina la fine di un anno non facile.

Il mondo contadino del vino, da sempre abituato a lottare per la sopravvivenza quotidiana (una sfida che la complessità del mondo moderno rende ogni giorno più faticosa da affrontare), da tempo ha percepito che per poter andare avanti deve scrivere - o riscrivere - un patto con i consumatori finali, andando a incontrarli per vendergli il suo vino. Direttamente e semplicemente.

E' l'obiettivo di due importanti mostre-mercato di vignaioli in programma il prossimo fine settimana.

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EWBC #5: Grand Terroir Tasting

E' stato uno dei momenti top dell'ultimo EWBC: la grande degustazione di vini dell'Oriente Mediterraneo. Turchia, Georgia, Armenia, Libano illustrate da due mostri sacri della critica enologica internazionale come Tim Atkin MW ("giornalista, presentatore tv, fotografo e giudice del vino con un iPod ben fornito" scrive nella sua autopresentazione in 140 caratteri) e Charles Metcalfe ("giudice, scrittore e sovente cantante del vino. Fondatore dell'IWC, autore della Guida al Portogallo dell'appassionato enogourmet").

Compostamente seduti e attentissimi come disciplinati scolaretti, i circa 300 wineblogger hanno potuto assaggiare vini da vitigni autoctoni e internazionali, che spesso colpivano più per la loro storia che per le loro qualità intrinseche. Vini non sempre immediati, ma che varrebbe la pena assaggiare più spesso. Di seguito alcune note prese al volo.

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Il bello di #terroirvino2012

Il bello di Terroir Vino è che è se stesso. Nel (tanto) bene e nel (poco) male.

Una formula unica nel suo genere:

- per organizzazione: ogni anno migliora qualcosa (e sbaglia qualcos'altro: Menschliches, Allzumenschliches!*)

- per trasversalità: non importa in quale categoria ti riconosca. Anche se sei un semplice curioso che beve un bicchiere alla settimana, a Terroir Vino ti senti a tuo agio;

- per duttilità: quest'anno è andata così, l'anno scorso è andata colà e l'anno prossimo sarà costà: come una stoffa che si cerca di aggiustare su quell'informe corpaccione che è il mondo del vino pro-con**,Terroir Vino non segue uno schema rigido, sempre uguale a se stesso o con poche inavvertibili varianti, ma è capace di introdurre in ogni edizione cambiamenti (più o meno) macroscopici: il luogo, le iniziative di contorno, le novità dell'anno, le persone, l'impostazione... Il tutto al fine di regalare comunque un'esperienza positiva, da un lato e dall'altro del banchetto, con il vino, con le persone, persino con i new media. Per gente cresciuta a effetti speciali e che troverebbe déjà vu anche una degustazione in AR (augmented reality), trovarsi a vivere con il vino una piana, serena normalità ha quasi dello straordinario.

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Il varo della Riserva dei Consoli

Prendi un gruppo di persone varie e assortite tra loro - un noto musicista, giornalisti e wine bloggers, agenti, enotecari, un enologo, i titolari di un'azienda franciacortina - caricali su una motonave centenaria insieme ad una tinozza colma di ghiaccio e due belle magnum di Franciacorta e lasciali a scorazzare per una giornata sulle acque del lago d'Iseo. Tra Sulzano e Peschiera Maraglio. 

E che l'avventura cominci.

E' stato un vero e proprio varo, quello dedicato all'ultimo nato di casa Villa Crespia, avvenuto un lunedì mattina a ridosso della maratona del Vinitaly.  

Il Franciacorta Brut La Riserva Dei Consoli è un metodo classico di chardonnay in purezza vendemmiato nel 2004, fermentato tra acciaio  legno con lieviti selezionati in azienda, affinato ancora tra acciao e legno e poi lasciato tranquillo a rifermentare in bottiglie per 70 mesi.

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