Del vino, dei crimini, delle donne e altre storie

Settimana interessante, quella appena trascorsa, sul fronte del world wine web. Tra i molti articoli degni di una lettura calma e approfondita, tre in particolare hanno attirato la mia attenzione.

Il primo ripropone un tema vecchio, irrisolto e quindi sempre attuale: quello della terminologia della degustazione. Sembra che non si riesca ad andare oltre a certi irritanti (in quanto privi di senso) stereotipi, e bene fa l'articolista a dissentire. "Femminile": ditemi perchè ne stiamo ancora parlando.  Se il vino è leggero, delicato, fine allora è un vino femminile? e perchè non può esserlo anche un vino divertente, sorprendente, o robusto? I clichè di genere sono roba da anni Sessanta, non si capisce cosa ci guadagna il vino a venire descritto, ancora oggi, con questi termini. "Ideas don’t exist out there on their own. We construct them. And so every time someone uses the term “feminine wine,” they help build the cultural phenomenon of the associated stereotype. In a small way, sure, but large ideas are built of small instances. Castles and bricks".

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Summa 2014

Una due-giorni di cose buone da bere e da mangiare in un luogo storico, discreto, rilassato. Certo, c'è folla, ma senza stress, e con facce più da vacanza che da lavoro.

Summa è il piccolo, elegante appuntamento che da 16 anni il produttore altoatesino Alois Lageder organizza presso la sua tenuta. Un momento di assaggi e di incontri cui si accede solo su invito - o pagando un biglietto cospicuo, il cui ricavato però è destinato a scopi benefici. E proprio a questo proposito, grazie al prezioso sostegno di ospiti e organizzatori, quest’anno la manifestazione, che da anni collabora con Aiutare senza Confini (ONLUS che ha l'obiettivo di aiutare i profughi della guerra birmana) ha raccolto e interamente devoluto all’associazione oltre 37.000 Euro.

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Del Custoza e del Chiaretto 2013

L'annata 2013 non è stata delle più felici.

Ormai anche i più irriducibili ottimisti lo ammettono, pur in mezzo a una selva di ma, però, tuttavia, dipende. Eppure, paradossalmente, dovremmo essere contenti di questo, e cioè di una variabilità che si riflette nel vino finito, a dimostrazione che stiamo ancora parlando di un prodotto agricolo, e non di qualcosa di artificiale, messo insieme in qualche laboratorio.

Le recenti Anteprime Bardolino, Chiaretto di Bardolino e Custoza - i tre vini-simbolo del Lago di Garda veronese - hanno dimostrato proprio questo: un'annata di non facile gestione e interpretazione, per la quale la cosa più saggia da fare in molti casi è...sospendere il giudizio. Molti vini infatti non hanno ancora deciso cosa fare da grandi, e per saperne di più bisognerà aspettare la fine dell'estate. Le sorprese non mancheranno.

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Anteprime. Del bianco, del rosso e del rosé

E' quasi primavera e con l'affacciarsi dei primi fiori sugli alberi e nei prati si ripresentano anche, più puntuali delle rondini, le Anteprime dei vini vacanzieri. 

Il rosso Bardolino, il bianco Custoza e il rosato Chiaretto.

L'aggettivo non vuole avere nulla di sminuente: non stiamo parlando di vinelli. Nella loro ontologica leggerezza sono tra i vini più seri che si possano assaggiare. Il fatto però di nascere nel territorio di uno dei più bei laghi d'Italia porta facilmente ad associarli con l'idea della vacanza, del relax, di un raffinato leisure time. Da questo punto di vista - chissà se se ne sono mai resi conto - sia il Bardolino (nella sua duplice versione rossa e chiaretta) che il Custoza partono avvantaggiati: nella testa di chi li ha conosciuti sui loro luoghi d'origine la loro immagine è legata a momenti felici (e noi tutti conosciamo - o dovremmo conoscere - il ruolo che gioca la suggestione ambientale nell'assaggio di un vino...al punto che, riassaggiato in condizioni diverse dalla prima, fortunata volta, spesso quel medesimo vino non ci sembra più lo stesso).

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VINISUD: merci beaucoup!

 Et voilà, VINISUD 2014 c'est fini..!

a distanza di qualche giorno dal rientro in Italia, si fanno i conti con ancora un po' di rimpianto per aver dovuto lasciare troppo presto amici vecchi e nuovi e una città come Montpellier: molto bella, molto moderna (ed efficiente), con un'impronta artistica e colta.

VINISUD è stata una bella esperienza: bello e funzionale l'ampio spazio 2.0 al Pav.2, gestito in maniera impeccabile dalla squadra di Sowine (Marie, Sylvain, Justine, Sebastian...), ai quali la fiera ha affidato da alcuni anni la parte di comunicazione sui new media, di grande interesse la presenza di Wine Mosaic, dove erano riuniti produttori da un po' tutto il bacino Mediterraneo, parecchie belle scoperte nei numerosi assaggi fatti qua e la' nei 3 giorni di fiera, dentro e fuori i padiglioni - ovvero nei dopo salone, più o meno informali, cui abbiamo partecipato. 

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Heading to VINISUD...

 20 anni.

Tanti ne compie VINISUD, il salone dei vini del Paesi Mediterranei, che aprirà i battenti l'ultima settimana di febbraio (24-26, Parc Expo di Montpellier).

Ideato dai produttori del Languedoc-Roussillon, fortemente sostenuto dai vari presidenti della regione francese, da saloncino locale è divenuto presto una manifestazione aperta ai vini delle altre regioni meridionali della Francia, per aprirsi poi ai colleghi delle nazioni confinanti, accomunate dal fatto di affacciarsi sul Mare Nostrum...

Giustamente - e al netto di quella punta di grandeur che sempre li contraddistingue - i francesi sostengono che questa manifestazione ha contribuito non poco al rilancio dei vitigni di questa parte di mondo: syrah, grenache, mourvedre, carignan grazie a ViniSud hanno trovato un palcoscenico in cui sono protagonisti assoluti, e non semplici comprimari.

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Gennaio tra innovazione, degustazioni e business

Mese complicato, zeppo di cose, di assaggi, di incontri, questo gennaio.

L'estratto secco però si può riassumere in due sole parole: innovazione e business. Questi concetti sono stati al centro del secondo, intenso Wine Business Innovation Summit (tenutosi a Monaco di Baviera) del quale, questa volta, gli interessati potranno leggere qualcosa in un (autorevole) sito altro, che solitamente non parla di vino.  

Innovativo, o meglio nuovo rispetto alle edizioni precedenti è stato anche il tradizionale appuntamento "Amarone in Villa" a Villa de Winckels.

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