Cominciamo da qui... ed è giusto un assaggio.
Perchè Vinitaly non è solo vino.
Let's start from here. Vinitaly is not only about wine.
Succede anche questo
Cominciamo da qui... ed è giusto un assaggio.
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Et voilà, VINISUD 2014 c'est fini..!
a distanza di qualche giorno dal rientro in Italia, si fanno i conti con ancora un po' di rimpianto per aver dovuto lasciare troppo presto amici vecchi e nuovi e una città come Montpellier: molto bella, molto moderna (ed efficiente), con un'impronta artistica e colta.
VINISUD è stata una bella esperienza: bello e funzionale l'ampio spazio 2.0 al Pav.2, gestito in maniera impeccabile dalla squadra di Sowine (Marie, Sylvain, Justine, Sebastian...), ai quali la fiera ha affidato da alcuni anni la parte di comunicazione sui new media, di grande interesse la presenza di Wine Mosaic, dove erano riuniti produttori da un po' tutto il bacino Mediterraneo, parecchie belle scoperte nei numerosi assaggi fatti qua e la' nei 3 giorni di fiera, dentro e fuori i padiglioni - ovvero nei dopo salone, più o meno informali, cui abbiamo partecipato.
Mese complicato, zeppo di cose, di assaggi, di incontri, questo gennaio.
L'estratto secco però si può riassumere in due sole parole: innovazione e business. Questi concetti sono stati al centro del secondo, intenso Wine Business Innovation Summit (tenutosi a Monaco di Baviera) del quale, questa volta, gli interessati potranno leggere qualcosa in un (autorevole) sito altro, che solitamente non parla di vino.
Innovativo, o meglio nuovo rispetto alle edizioni precedenti è stato anche il tradizionale appuntamento "Amarone in Villa" a Villa de Winckels.
Tra una bottiglia di vino e l'altra, gli ultimi giorni di quest'anno hanno portato anche qualche libro tradizionale (= in carta), che potrà rivelarsi utile anche nei mesi che ci aspettano.
Cominciamo dal primo: Vitenda, l'Agenda del Vitivinicultore (Edizioni Morando), è una tradizione che l'editore Morando porta avanti da parecchi anni, e come ogni anno, è ricchissima di foto, notizie, consigli...tra una riga e l'altra, si può perfino scrivere con la penna.
Inutile ripetere che libri come questo sono tanto utili quanto scomodi da portarsi dietro: all'estetica (e all'ostinazione di quei lettori che non riescono a rinunciare alla fisicità dell'oggetto-libro) è decisamente sacrificata la praticità d'uso e la funzionalità. Tuttavia, abbiamo buone speranze nel ritenere che presto, accanto alla versione cartacea - che può sempre fare bella mostra di se' su qualche tavolo - potrà comparire anche la versione elettronica, da scaricare direttamente su un tablet o uno smartphone. Per non rimanere mai senza i suoi preziosi consigli, e anche perchè un lavoro redazionale come questo merita un destino più onorevole del fare da zeppa alla gamba di qualche tavolino traballante (o, come suggeriscono loro stessi, da arma impropria contro qualche insetto molesto).
D'accordo, forse non sono il primo cibo che ci viene in mente quando parliamo di abbinamenti con il vino. Però, ammettiamolo: a chi non piacciono le patatine nel sacchetto? ormai ce ne sono di tutti i tipi, i formati, i gusti e i prezzi.
Bianche, gialle o rossicce, lisce o grigliate, le patatine danno dipendenza (sono fatte apposta per questo, del resto).
All'estero evidentemente le mangiano più di noi, in ogni momento. Al punto che qualcuno ha pensato bene di azzardare qualche abbinamento con il vino.
Ecco allora che le patatine al gusto di barbecue potrebbero accompagnare un bicchiere di Syrah o di Zinfandel, mentre quelle più semplici e classiche si potrebbero abbinare ad uno Chardonnay charmat. E via elencando.
Era l'agosto 2008 quando un gruppo di entusiasti del web e del vino si davano appuntamento a Logrono, capitale della Rioja, per quello che sarebbe diventato, da quel momento, l'evento più importante dell'anno nel suo settore. Dall'intuizione (e dal lavoro duro) del trio Ryan e Gabriella Opaz e Robert McIntosh prendeva vita l'European Wine Blogger Conference, una tre-giorni di incontri, dibattiti, degustazioni di carattere internazionale.
In questi pochi anni il mondo è cambiato 2 o 3 volte, radicalmente. Il mezzo nel quale tutti sguazziamo da sempre allegramente - il web - è un'altra cosa rispetto ad allora. Per questo oggi i fondatori hanno ritenuto più opportuno ampliare la definizione: non di solo wine blogging, ma di comunicazione del vino con i media digitali (digital wine communication) si sta dunque parlando.
In questi giorni e ancor più nei prossimi la raccolta delle uve entrerà nel vivo, almeno in Italia. E proprio nel nostro paese, che ogni anno lotta con la carenza della manodopera, qualcuno è tornato a vedere vendemmiatori italiani tra i filari...Un po' per necessità, un po' per autentica curiosità nei confronti del mondo del vino. Se ne parla qui.
Nella bellissima isola greca di Santorini invece, la vendemmia è già stata archiviata da un pezzo. Per la Santo Wines, Unione delle Cooperative di Santorini (partner della storica azienda greca Tsantali) si è trattata di una delle vendemmie più anticipate degli ultimi anni: iniziata il 30 luglio con la raccolta delle uve bianche athiri, proseguita con quelle di assirtiko, in agosto ha poi interessato le varietà rosse mavrotragano e voudomato, la bianca aidani per concludersi con la rossa mandilaria. Il 25 agosto tutte le uve erano state incantinate.
Se è vero che la vitalità di un settore si misura anche dal numero di manifestazioni/eventi/fiere che riesce a generare, non c'è dubbio che quello del vino e dintorni sia un comparto ancora dinamico e combattivo (per non dire combattente).
In particolare, all'interno del mondo enoico sempre più da qualche anno a questa parte la parola d'ordine che risuona è "bio". Non importa di che genere, se -logico o -dinamico, l'importante è che si possa definire organic, e con tanto di certificazione. Molti in Italia nutrono (con non poche ragioni) diffidenza somma nei confronti delle certificazioni ufficiali, ma, amici miei, se non potete esibire quel famoso pezzo di carta rischiate di restare tagliati fuori da più di un mercato estero. Ne vale la pena? in certi casi sì, in certi casi no; ciascuno faccia le sue considerazioni.
Riceviamo e pubblichiamo:
"Anche lo sviluppo dell’agricoltura dipende oggi da una rete telematica efficiente. “L’agricoltura si fa nei campi e nelle stalle – afferma l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato – ma l’impresa si costruisce anche e sempre più al computer e nel collegamento con i mercati, i fornitori, la ricerca, le istituzioni e così via. I nostri agricoltori sono pronti e affrontano a testa alta questo adeguamento, che però richiede una rete veloce, per la quale il Veneto prosegue le attività per portare la banda larga nelle aree rurali, grazie al contributo finanziario del Fondo europeo FEASR e del Programma di Sviluppo Rurale”.
Buone notizie per i vivaisti, i ricercatori viticoli, i produttori di vino e in generale per tutti i fan dei vitigni resistenti (alle malattie): sulla Gazzetta Ufficiale di qualche giorno fa è stato pubblicato il DM 10 luglio 2013, "Modifiche al registro nazionale delle varietà di vite".
Nel documento si legge che l'elenco nazionale dei vitigni ammessi alla produzione di vino viene arricchito di nuove varietà - oltre che di nuovi cloni - alle quali si stava lavorando da tempo.
Tra queste figurano uve come i bianchi Solaris e Johanniter, e i rossi Bronner, Prior, Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Helios, eccetera. L'elenco completo si trova qui.