Meteo. Dal 7 all'11 aprile sono stati 5 giorni di caldo tropicale e sole ferragostano. Così impariamo a lamentarci che "al Vinitaly piove sempre” (troppa grazia, Sant'Antonio!).
Puntualità. Al Vinitaly non c’è verso che un convegno, un seminario o una degustazione comincino in orario. Anche quest’anno i ritardi andavano dalla mezz’ora agli 80 minuti. Colpa nostra, che dopo aver passato i precedenti 20 giorni a fissare appuntamenti, pretendavamo di rispettarli (e vederli rispettare).
Wi-fi: I collegamenti Internet della fiera andavano dalla modalità “lumicino”, a quella “assente del tutto”, passando per quella “lenta come una lumaca col singhiozzo”. Spiegazione: non c’era abbastanza banda per tutti. Come se a una festa con migliaia d’invitati avessero messo in tavola solo qualche tartina. Caro EnteFiere di Verona, all’estero non sono mica paleolitici come te: tablet, smartphone e gadget elettronici vari & assortiti sono la regola, non l’eccezione.
Il "Manuale" si presenta a Vinitaly
Anche i libri elettronici vanno presentati offline, come quelli tradizionali. La rete è importante, utile, veloce, democratica, universale, ecc.ecc. ma niente potrà mai sostituire l'incontro ravvicinato del terzo tipo.
Ecco allora che in occasione di Vinitaly, i nostri amici del Consorzio del Soave ci daranno la ribalta per parlare del nostro manuale, e rivelare un po' di "dietro le quinte": come è nato, perchè, percome, a chi si rivolge, e via disquisendo.
Per noi sarà un momento di divertente lavoro - o di divertimento lavorativo, fate voi -. Per chi vorrà intervenire (più saremo, più ci divertiremo) sarà un'occasione di incontro, confronto e soprattutto domande.
Noi nel libro ne abbiamo suggerite un bel po', ora tocca a voi farne.
Preparatene tante.
Appuntamento a Vinitaly, giovedì 7 aprile, ore 11, stand G dal 4 al 7 e F7, Pad 5.
Vinitaly! for dummies (5 tips for surviving)
Giovedì 7 aprile, h.9.30 AM: si aprono i cancelli delle fiera, e sarà (di nuovo) Vinitaly. 5 giorni di passione che i produttori cancellerebbero volentieri dal calendario (tanto più che sono appena tornati da Prowein, dove hanno incontrato gli importatori che contano, i quali di conseguenza diserteranno il salone italiano) e che molti eno-fan gradirebbero veder replicato più volte l'anno, ovviamente con un biglietto d'ingresso a prezzo di saldo da fine stagione.
Vinitaly è comunque un'esperienza che vale la pena fare, almeno una volta nella vita e sia pure per un solo giorno. Per i wine lovers last-minute, per quelli della toccata-e-fuga e per tutti coloro che non hanno trovato nemmeno un ponte sotto le cui arcate trascorrere la notte, ecco 5 consigli per sopravvivere (senza troppo danno).
So, you've decided to attend to Vinitaly. Good idea. Do you have just a day for visiting it? No problem. Follow me!
Vinitaly! Istruzioni per sopravvivere (ad uso delle aziende)
Vinitaly si avvicina a larghe falcate, e anche se il tempo continua a scorrere alla velocità di sempre - 60 secondi al minuto -, per un sacco di gente del vino sembra che stia accelerando: le settimane sono diventate giorni, i giorni ore, le ore minuti.
E, come ogni anno, molte aziende vengono colte dal primo dei loro tradizionali attacchi di panico (il secondo si verificherà al momento della dichiarazione dei redditi: il terzo, quando bisognerà fare la denuncia delle uve).
Oddio, c'è il Vinitaly e noi dobbiamo ancora fare un sacco di cose!
Ebbene, solidale con questi poverini che dovranno sorbirsi 5 massacranti giornate di fiera, ecco 5 semplici consigli di sopravvivenza dettati da un'esperienza vinitalyana ultradecennale. Nella speranza di riuscire a rasserenarli, almeno un po'.
Il Manuale dell'enoturista interattivo (e digitale)
Ce l’abbiamo fatta.
Due anni di lavoro, decine di visite ad aziende e d’interviste a produttori, enologi, consulenti, imprenditori del settore vitivinicolo, una ventina di complete revisioni del testo, un mese di lavoro “tecnico” e finalmente ci siamo.
Il “Manuale di conversazione per enoturisti - Le domande da fare per trovare il vino che cerchi”, scritto a due mani con l’amico e collega Giampiero Nadali, è online.
W l'Italia (che non ha paura)
W l'Italia!
Ha più vitigni autoctoni (350 catalogati) che anni di unità nazionale (150).
Qualcosa vorrà pur dire.
Cercasi Mario (quasi) disperatamente
Il fatto è noto.
Ogni giorno, nella casella di posta di chi scrive di vino piovono decine di comunicati stampa, la maggior parte dei quali finisce dritto nel cestino, tanto lo sappiamo che sono fatti più per lustrare l'ego dei clienti che non per dare vere notizie/informazioni (le quali sono più rare di quanto il flusso di comunicati voglia far credere).
Ma è il gioco delle parti. Gli uffici stampa (che da tempo hanno rinunciato a educare i clienti, e si limitano ad assecondarli) continuano a sfornare comunicati, i clienti li pagano per questo, i giornalisti che li ricevono li cestinano, e son tutti contenti.
A volte però capita che nella casella ti piova il comunicato giusto, - cioè interessante/curioso.
Colfòndo
A me il Prosecco non piace.
Non mi è mai piaciuto, e per quanti sforzi faccia - giuro che m’impegno - non riesco a farmelo piacere.
Riesco ad accettare alcune etichette (questa e questa per esempio), ma il resto, vi prego, datelo a chi lo apprezza (alcune decine di milioni di persone, più o meno).
Ciò premesso, sono andata a una degustazione di un vino - anzi, di 6 campioni - che col Prosecco normalmente inteso condivide qualcosa.
Al Grand Canal è gradito l'abito bianco...
...il che è anche comprensibile, dato che l'evento si terrà (soprattutto) in ore diurne.
Ok, regole del bon ton a parte, "Gradito l'abito bianco" non è una sfilata di moda primavera-estate 2011, ma un evento che la Fisar di Venezia, in collaborazione con Vinoè Comunicazione, mette in scena domenica 13 marzo, dalle 11 alle 19, presso Hotel Monaco & Grand Canal in Calle Vallaresso, dalle parti di piazza S.Marco. Protagonisti della giornata saranno i vini bianchi che 65 produttori friulani e giuliani metteranno in degustazione.
Quale comunicazione per il vino?
L'interrogativo si pone ciclicamente, alternandosi con altri, tutti ugualmente (per il momento) irrisolti/irrisolvibili, come la contrapposizione vino convenzionale-vino biologico/biodinamico, il caro-vita al ristorante, il calo dei consumi di vino in Italia, spumanti italiani vs Champagne, ecc.
Non c'è verso, ogni 2-3 mesi da qualche parte si riaffaccia la questione "quale comunicazione per il vino". A ridosso del Vinitaly, non c'è niente di meglio - e soprattutto di originale, di cui dibattere.
Anch'io voglio essere originale, perciò ecco i miei 2 cents: