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VINISUD: merci beaucoup!

 Et voilà, VINISUD 2014 c'est fini..!

a distanza di qualche giorno dal rientro in Italia, si fanno i conti con ancora un po' di rimpianto per aver dovuto lasciare troppo presto amici vecchi e nuovi e una città come Montpellier: molto bella, molto moderna (ed efficiente), con un'impronta artistica e colta.

VINISUD è stata una bella esperienza: bello e funzionale l'ampio spazio 2.0 al Pav.2, gestito in maniera impeccabile dalla squadra di Sowine (Marie, Sylvain, Justine, Sebastian...), ai quali la fiera ha affidato da alcuni anni la parte di comunicazione sui new media, di grande interesse la presenza di Wine Mosaic, dove erano riuniti produttori da un po' tutto il bacino Mediterraneo, parecchie belle scoperte nei numerosi assaggi fatti qua e la' nei 3 giorni di fiera, dentro e fuori i padiglioni - ovvero nei dopo salone, più o meno informali, cui abbiamo partecipato. 

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Pastone del lunedì

Siamo nel 2013, ma qualcuno continua a comportarsi come se vivessimo nell'Italia degli anni '50. Che forse era perfino migliore dell'attuale - e forse no: non posso saperlo perchè non c'ero. Ma era. Tempo passato. Invece no. Imperterriti, nella casella di posta elettronica - unica innovazione rispetto alla posta cartacea o al fax - continuano a piovere comunicati stampa che di digitale hanno solo il mezzo usato per recpitarli. 

In quella divertente, informata, dissacrante e mai abbastanza rimpianta pubblicazione che era "capitaALvino" (sottotitolo: "ti arriva solo se te la meriti") c'era una sezione dedicata ai comunicati stampa: "Questa settimana non abbiamo parlato di", dove si riportavano solo i titoli dei comunicati stessi. E Twitter era ancora di la' da venire.

Ecco, in omaggio a quei felici tempi (felici per noi lettori, ma anche per molti redattori), e ai nostri, i tempi dei social, della velocità ma soprattutto della sintesi, una breve carrellata di comunicati stampa degli ultimi giorni.

In un tweet, o poco più.

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    #Zz, Zero zuccheri (nel bicchiere): e tu, di che metodo sei?

    Non c'è dubbio, è il momento degli sparkling wines.

    Sdoganati dai riti classici del brindisi-delle-feste-e/o-delle-grandi-occasioni, questi particolari vini stanno conquistando terreno nelle preferenze di un numero crescente di persone.

    Certo, tra un fan del Prosecco e uno dello Champagne ce ne corre, ma il bello è proprio questo: ancora una volta, chiunque può trovare il metodo che fa al caso suo. Martinotti (o charmat) se cerca un vino dai profumi fragranti e freschi, floreali e fruttati - e preferibilmente da vitigni aromatici o semi aromatici - classico se preferisce profumi più evoluti, complessi, da crosta di pane, pasticceria da forno, biscotti, frutta secca, eccetera.

    E come già nelle altre tipologie di vino, anche nell'approcciare gli sparkling è consigliabile una certa gradualità: i dosaggio zero, per esempio...

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    Le aziende e i social media: 3 parole-chiave

     In principio fu il sito web.

    Erano gli anni '90, e nel bel mezzo della generale sbornia d'entusiasmo per i (ri)trovati fasti del vino italiano, non c'era praticamente azienda   che non stressasse consulenti, p.r., uffici marketing, comunicazione e pubblicità per aprire il sito Internet.

    A poco o nulla servivano i tentativi di arginamento di alcuni ("Perchè vuole aprirlo? Come pensa di utilizzarlo? Chi lo seguirà?"): i più incassavano il "voglio"  e accontentavano il cliente, lisciando cinicamente il pelo al suo narcisismo con un bel sito emozionale farcito di foto, animazioni in flash e irritanti musichette.

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    Un vino per 4square

    ...ma anche per Facebook. O Twitter. O LinkedIn.

    In altre parole: se i più popolosi social networks fossero altrettanti vini, cosa sarebbero?

    Tranquilli, non è una domanda seria, ma una specie di gioco, come può esserlo l'abbinamento di un vino o di un tipo di uva ad un segno zodiacale.

    Sarà in ogni caso uno degli argomenti su cui si potrà discutere questa sera a Borgo Rocca Sveva (Soave, Verona): per la serie "Incontri di primavera", alle 20.30 gli interessati potranno intervenire ad un momento di conoscenza a proposito di nuovi consumatori & nuovi media: dal tramonto del wine critic all'inizio di un new wine cricitism.

    Da Parker ai social media, insomma, per capire se è cambiato - e quanto, e come - il modo di comunicare il vino ai giovani e non solo.

    Alla presentazione seguirà ovviamente una degustazione dei vini della Cantina di Soave. Essendo i posti limitati, i primi che arrivano... si siedono (gli altri stanno in piedi).

    Personalmente detesto i quarti d'ora-mezz'ora  di ritardo, accademici o no, e cerco sempre di essere puntuale.

    Fatevi un favore e siatelo anche voi.

     

    P.s.: per ogni info, chiamate questo numero: 045. 6139845.

     

     

    Post Vinitaly (riflessioni sparse)

    Meteo. Dal 7 all'11 aprile sono stati 5 giorni di caldo tropicale e sole ferragostano. Così impariamo a lamentarci che "al Vinitaly piove sempre” (troppa grazia, Sant'Antonio!).

    Puntualità. Al Vinitaly non c’è verso che un convegno, un seminario o una degustazione comincino in orario. Anche quest’anno i ritardi andavano dalla mezz’ora agli 80 minuti. Colpa nostra, che dopo aver passato i precedenti 20 giorni a fissare appuntamenti, pretendavamo di rispettarli (e vederli rispettare).

    Wi-fi: I collegamenti Internet della fiera andavano dalla modalità “lumicino”, a quella “assente del tutto”, passando per quella “lenta come una lumaca col singhiozzo”. Spiegazione:  non c’era abbastanza banda per tutti. Come se a una festa con migliaia d’invitati avessero messo in tavola solo qualche tartina. Caro EnteFiere di Verona, all’estero non sono mica paleolitici come te: tablet, smartphone e gadget elettronici vari & assortiti sono la regola, non l’eccezione.

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