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Novità! eBook!

Il mio primo eBook, ideato e scritto con Giampiero Nadali; un manuale digitale dedicato ai nuovi turisti del vino sempre più interattivi e digitali.
Leggi qui la scheda dell'eBook e tutte le informazioni per acquistarlo online.

Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

Collaborazioni

Columnist

eBook

Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
In vendita qui

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lunedì
mag182015

Una festa per Flavio M. Aurelio, per gli amici Cassiodoro

Molti produttori forse non lo sanno, altri l'hanno dimenticato, altri ancora sono indifferenti alla cosa, ma per amore di verità storica (e di giustizia) bisogna dirlo: noi veronesi abbiamo un grande debito di riconoscenza nei confronti di Flavio Magno Aurelio, Senatore Cassiodoro. 

E' merito suo se il Recioto della Valpolicella e quello di Soave sono stati i vini più importanti, celebrati e ricercati per secoli dalle classi dirigenti del tempo, da ricchi e aristocratici: per dirla in termini contemporanei, Cassiodoro è stato il primo e più efficace testimonial di questi vini. E poichè dal Recioto della Valpolicella deriva anche l'ancor più famoso e celebrato Amarone della Valpolicella, scusate se è poco. 

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giovedì
apr232015

Sicilia En Primeur 2015: vini palazzi e giardini

L'annata ideale: così si presenta il 2014 per la Sicilia, che a nome di gran parte del resto d'Italia riscatta in tal modo un anno enologico altrimenti da dimenticare in fretta. In Sicilia la primavera dello scorso anno è stata fresca e piovosa, l'estate asciutta e giustamente calda (ma non caldissima), Settembre tiepido e luminoso, mentre una piovosità scarsa o nulla ha disturbato la vendemmia. Il risultato nel bicchiere è stato presentato nel corso dell'ultima Sicilia En Primeur 2015 il grande evento a cura di Assovini Sicilia, che ha presentato alla stampa nazionale e internazionale (con una certa propensione numerica per quest'ultima) le oltre 200 etichette della quarantina di aziende (su 70 che compongono il club delle imprese di Assovini). Una panoramica forse non esaustiva, ma sicuramente molto significativa della produzione siciliana, che rende ragione della soddisfazione dei produttori, perchè i vini del 2014 sono davvero buoni, pur nella diversità delle loro espressioni, stili e provenienze territoriali.

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lunedì
apr062015

Vinitaly da ripensare

Si è parlato tanto di Vinitaly anche quest’anno. "Com’è andato?" è stata la domanda più frequente che mi sono sentita rivolgere da tutti, professionisti del vino e non. Difficile rispondere. Per la qualità degli incontri che ho fatto e dei vini che ho assaggiato, Vinitaly non è stato tempo perso per me; ma i risultati positivi che ho ottenuto erano in gran parte previsti perché preparati e pianificati da tempo, com’è buona regola ad ogni fiera. Premesso questo, spiace constatare anche quest’anno che il livello di problemi lamentati da anni non è affatto diminuito, anzi, e che da più parti si levano proteste (per non dire autentiche arrabbiature). In una fiera colossale com’è diventata Vinitaly, è statisticamente impossibile far contenti tutti, ci sarà sempre qualcuno scontento per qualcosa; ma quando i disservizi riguardano la sicurezza, la legalità e il decoro, è chiaro che bisognerebbe prendere provvedimenti; rigorosi, forse anche dolorosi per qualcuno, ma autentici.

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venerdì
apr032015

Buona Pasqua 2015

Vinitaly è passato, Pasqua è qui. Intorno a noi la Natura, le viti, hanno già dato segno di voler rimettersi al lavoro. Nel frattempo però ci prendiamo qualche giorno di pausa prima di ricominciare a correre. 

Serena Pasqua a tutti.

martedì
mar172015

Vinitaly e le altre: Summa, Villa Favorita, ViniVeri

E' di nuovo quel periodo dell'anno in cui si potrebbe spegnere il computer e partire per un trekking in Patagonia; fino alla fine del mese difficilmente si riuscirà a riprendere il controllo dei contatti con le aziende. Sono già finite nel tritacarne delle fiere, tutto quello che ti arriva da loro sono inviti e inviti e inviti a visitare lo stand-a visitare lo stand- ad assaggiare i nuovi vini- ad assaggiare i nuovi vini- a visitare lo stand... E' il consueto cortocircuito mental-comunicativo da cui puntualmente si fanno prendere praticamente tutti, complici anche le solite agenzie di comunicazione e PR che da decenni continuano a proporre le solite modalità di contatto e le solite iniziative.

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lunedì
mar162015

Recioto della Valpolicella, una presentazione liquida

 Martedì 17 marzo, alle 18, presso la Libreria Libre! i due autori di questo volumetto parleranno del Recioto della Valpolicella, della sua storia, della sua famiglia, e dei suoi amici.

Il Recioto della Valpolicella è il grande dimenticato nel panorama dei vini della Valpolicella: un vino difficile da fare (quelli che lo sanno fare davvero bene sono rimasti in pochi) e ancor più difficile da vendere, perchè quando i produttori ci si provano, generalmente sbagliano praticamente tutto: approccio, presentazione, pubblico, tempi e luoghi (forse un giorno scriverò un altro libro, "come vendere con successo il Recioto della Valpolicella"). 

Nel frattempo, i curiosi e i fan di questo vino sono invitati a partecipare a questo incontro, che non vuole avere nulla di didascalico, ma molto di bevibile: la chiacchierata infatti si svolgerà con la partecipazione del protagonista.

Guest stars: Emanuele Delmiglio, Eddy Marchi (il Vigneto dei Salumi)

giovedì
mar122015

Chiaretto di Bardolino, the rosé revolution

Spring is blossoming all around, and in Italy is the fav season for wine events and wine fairs. In Verona, the start belongs to...Bardolino and Chiaretto Preview in Dogana Veneta. With a specific note of merit to Chiaretto, that this time has presented itself in a new, (more) appealing version. Color: pale pink (called lychee), nose fresh, with the right touch of saltiness and citrus in the mouth, the new Chiaretto is going to be a successful son of Lake of Garda.

Take a look at my #stellerstory

 

 

 

lunedì
mar022015

A Year in Champagne

"It's more than a wine. It's magic".

Quando si parla di Champagne, le suggestioni si sprecano, e non può essere altrimenti per un vino che ha sulle spalle secoli di storia, e un territorio unico. Si può provare a imitarlo, a rincorrerne il successo - o, al contrario, a ignorarlo del tutto - ma la sua grandezza, unicità, originalità restano intatte, mix di fattori naturali, scelte umane e casualità storiche.

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lunedì
feb162015

La vera identità dell'uva Spigamonti (e qualche altra notizia)

 I rapidi progressi della genetica varietale stanno svelando uno dopo l'altro alcuni misteri che si sono protratti per anni. Uno degli ultimi riguarda l'uva Spigamonti, un vitigno scoperto nel 2000 dal tecnico della Cantina di Negrar, Claudio Oliboni, nei vecchi vigneti di un loro socio in località Montecchio di Negrar. Non riuscendo a identificarla con nessuna delle varietà fino ad oggi note, si era concluso che si trattava di una delle molte uve autoctone dimenticate della Valpolicella, e nel 2013 con Decreto Ministeriale era stata addirittura inserita nel Registro nazionale delle Varietà di vite...

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lunedì
feb092015

La domanda più importante da fare a un produttore

La previsione arriva dagli esperti di Vinexpo: a partire dal 2018 il Regno Unito supererà la Francia come secondo più grande mercato di vino del mondo in termini di valore e si piazzerà alle spalle degli USA. Questo significa che nel giro di pochi anni i britannici spenderanno in vino ancora più soldi di quanto non facciano già ora. Peccato che l'astronomica cifra ipotizzata - 11 miliardi di sterline l'anno - sia dovuta più alle altrettanto astronomiche tasse che i consumatori di Sua Maestà pagano su ogni bottiglia, che non ad un aumento in generale del numero di bottiglie vendute, o all'aumento di prezzo delle stesse. Entrambi questi fattori sono presenti, ovviamente, ma il peso delle tasse è preponderante. Never mind, come si dice, la passione per il vino è ormai un dato di fatto, e quel che più conta è che la gente sembra aver superato la fase iniziale relativa a quel sentimento di inadeguatezza - paura di sbagliare che coglie chi vorrebbe semplicemente bere vino ma è consapevole di non capirci nulla: ora i britons col vino si divertono e basta.

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