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Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

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Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
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martedì
apr122011

Post Vinitaly (riflessioni sparse)

Meteo. Dal 7 all'11 aprile sono stati 5 giorni di caldo tropicale e sole ferragostano. Così impariamo a lamentarci che "al Vinitaly piove sempre” (troppa grazia, Sant'Antonio!).

Puntualità. Al Vinitaly non c’è verso che un convegno, un seminario o una degustazione comincino in orario. Anche quest’anno i ritardi andavano dalla mezz’ora agli 80 minuti. Colpa nostra, che dopo aver passato i precedenti 20 giorni a fissare appuntamenti, pretendavamo di rispettarli (e vederli rispettare).

Wi-fi: I collegamenti Internet della fiera andavano dalla modalità “lumicino”, a quella “assente del tutto”, passando per quella “lenta come una lumaca col singhiozzo”. Spiegazione:  non c’era abbastanza banda per tutti. Come se a una festa con migliaia d’invitati avessero messo in tavola solo qualche tartina. Caro EnteFiere di Verona, all’estero non sono mica paleolitici come te: tablet, smartphone e gadget elettronici vari & assortiti sono la regola, non l’eccezione.

Sicurezza. D’accordo, il vino italiano è così buono che va a ruba. Letteralmente. Cartoni e cartoni di vino che s’involano magicamente a poche ore dall’apertura del salone. Quando però a involarsi sono anche portafogli e computer, ammetterete che c’è qualcosa che non va (il servizio di sicurezza, magari).

Pubblico. Vinitaly è nata come una fiera “mista”, rivolta ad un pubblico di appassionati oltre che di operatori professionali. Negli anni ’60 questa formula poteva apparire come un colpo di genio. 45 anni dopo - e migliaia di fiere-fierette-feste-sagre-manifestazioni-eventi-mostre-saloncini-kermesse vinicole -, non lo è più. Occasioni e spazi per alzare il gomito durante tutto l’anno non mancano, e siccome anche quest’anno gli sbevazzoni si erano nella maggior parte imbucati in fiera grazie a qualche biglietto da “operatore” graziosamente offerto dal bar o dall’azienda amica, il prossimo anno lasciateli a casa. Definitivamente. Quelli che chiedono “un bianco”, o “un rosso” al primo (disgraziato) produttore nel cui stand s’imbattono, non mancheranno a nessuno.

Le degustazioni. Nel momento dell’anno più intenso professionalmente, le possibilità di assaggiare sono ridotte al minimo a causa dei tempi stretti (e dei ritardi cronici; v. sopra). Tuttavia ho avuto la possibilità di assaggiare molti nuovi siciliani, una mini verticale di grandi Amarone della Valpolicella, qualche Tokaji, alcune conferme (questa, questa e questa. Perfino questa). In un prossimo post le tracce via Twitter.

La rete. Quella fisica è spesso venuta meno. Quella virtuale, no. Quest’anno gli appuntamenti che contavano sono stati organizzati tutti tramite gruppi professionali presenti in LinkedIn. E hanno funzionato al 100%. Vado a dirlo alle aziende.
Anzi, no.

Glielo insegno.

Reader Comments (8)

Vorebbe agiungere che è pecato di assagiare nuove annate che non sono ancora pronte invece di fare assagiare i vini che sono attualmente in vendita ...

aprile 13, 2011 | Unregistered CommenterVinodis

Sono sempre stato dell'idea che il Vinitaly debba essere il punto d'incontro tra gli operatori ed i produttori; ciò non toglie che per molti winelover sia il momento per incontrare di persona l'azienda che produce il suo vino preferito o di riuscire ad assaggiare un Moscato di Parenzo coltivato in Sicilia o partecipare ad una verticale di Negroamaro, cose non facili in altri contesti. D'accordo cercare di sbarazzarsi dei beoni, ma non penalizzerei gli appassionati bevitori consapevoli. Qualcuno dovrebbe riuscire a trovare la formula equilibrata fra le diverse esigenze. Mi sembra che sia su questa strada l'aver finalmente cambiato il calendario della manifestazione.

aprile 13, 2011 | Unregistered Commentergiuseppe trisciuzzi

@Michel, hai ragione. Ma i tempi di imbottigliamento dei vini non coincidono mai con quelli della fiera. Per avere tutti i vini pronti, bisognerebbe fare Vinitaly a settembre o ottobre.

@Giuseppe, è vero. Purtroppo però i molti wine loverbsono penalizzati dalla molestia dei pochi ubriaconi. E pur di evitarsi certi spettacoli, si è pronti a rinunciare ai primi. Speriamo che l'aver spostato a domenica l'inizio di Vinitaly serva a ridurre la presenza di certa gente. Il problema è che al momento non abbiamo notizie di reazioni da parte di albergatori & Co.,i quali sicuramente avranno da ridire sulla scelta dei giorni e sul loro numero (4 giorni di fiera anzichè 5).

aprile 13, 2011 | Unregistered CommenterLizzy

Le nuove date mi sembrano molto azzeccate.
Nessuno l'ha fatto rilevare in modo esplicito, ma i giorni a disposizione degli operatori sono cresciuti del 50%, da 2 a 3 (il lunedì gli esteri non c'erano più e l'aria di "sbaraccamento" già presente dalle ore 13...).
ciao

aprile 13, 2011 | Unregistered Commenteralex

Gent.ma Lizzy: spero tu non ti offenda se uso il tuo blog per un ringraziamento alla cantina Santa Margherita http://www.santamargherita.com/it/: ho partecipato alla loro iniziativa per ottenere un biglietto di ingresso gratuito ai primi trenta curatori di blog che avessero scritto loro.
Sono stato anche prescelto: purtroppo il biglietto non è arrivato in tempo, e temevo che il loro ufficio marketing avesse toppato, invece non hanno colpa: il biglietto mi è arrivato oggi, fuori tempo massimo è vero, ma, a vedere il timbro postale di spedizione, sembra che le poste italiane abbiano la reale responsabilità del ritardo .
Al vinitaly ci sono stato ugualmente, anche se non grazie alla Santa Margherita, tuttavia è una cantina che ha puntato l'attenzione sul "nostro" mondo virtuale e di questo va dato merito. L'indicazione della loro iniziativa l'avevo avuta dal tuo post sul vinitaly (per Aziende); con questo mio commento desidero ringraziare insieme loro e te.
Ciao, PO

aprile 13, 2011 | Unregistered CommenterPrimo Oratore

Nessun problema, Primo Oratore: ma se fossi in te, d'accordo con gli amici di Santa Margherita, un bel reclamo alle Poste io lo farei...chiedendo adeguato rimborso per il danno subito dal mancato recepimento per tempo del biglietto per il Vinitaly!

aprile 14, 2011 | Unregistered CommenterLizzy

Oh, pazienza! Mi sono già ampiamente consolato con i loro vini e con la gentilezza (e bellezza) della loro responsabile del marketing
Ciao, PO

aprile 14, 2011 | Unregistered CommenterPrimo Oratore

Grazie a Primo Oratore, mi spiace del disguido (sparare sulle Poste Italiane è ancora più facile che sulla Croce Rossa) che si è verifcato anche con altri blogger "accreditati" in rigoroso ordine conologico di arrivo della richiesta. Per risolvere il problema abbiamo portato personalmente il biglietto all'ingresso a chi ci ha avvisato che stava arrivando.

Riguardo al pubblico del sabato, quest'anno oltre alla solita richiesta di "un bianco" o "un rosso" ecco le novità di questa'nno:
"mi dà il vino della casa?"
"posso assaggiareun prosecco? Ma che sia buono, perchè sul prosecco sono un pignolo", mi sono trattenuto dal rispondergli cheio sono così pignolo, che divento quasi pignoletto.

Arrivederci al Vinitaly 2012

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