Tempo di cene (aziendali, amicali, parentali) e non sapete che vino portare? Con uno spumante secco si va sempre abbastanza sul sicuro. Si abbina piuttosto facilmente con tutto, con le sue bollicine fa festa anche da solo, e in genere non intimorisce nessuno (e se siete alle prime armi con il vino e odiate sentirvi intimoriti, c’è un libro per voi, qui).
Se poi lo spumante è rosa, meglio ancora, perché con il bianco, il rosso, il verde, l’oro e l’argento, il rosa è un colore natalizio.
Quelli che seguono perciò sono 3 suggerimenti su vini rosa, sparkling e no, con i quali potete celebrare queste Feste 2025.
Le Morette, “Cépage Rosé” Chiaretto Spumante Brut DOC. Da una delle aziende luganiste più famose e rappresentative della DOC, un eccellente esempio di Chiaretto di Bardolino spumante: fatto con il tradizionalissmo tris di Corvina, Rondinella, Molinara, ha un bellissimo colore rosa perlaceo brillante, profumi golosi di piccola frutta rossa e fiori rosa, e un gusto altrettanto fruttato, fresco, molto elegante, e fin troppo facile da bere. Ideale come calice di benvenuto degli ospiti, o per iniziare la serata con un sorriso.
Valle dell’Acate, “Fil d’Oro – Metodo Ancestrale 2024, IGT Terre Siciliane. Valle dell’Acate è una storica azienda del Ragusano, in Acate (Vittoria). Potevano non fare Frappato? E infatti eccolo qui, in versione leggermente frizzante (i francesi direbbero petillant) , rosa e – ohibò! – chiuso con un tappo corona. Un omaggio alla tradizione, e avercene, di queste tradizioni. Il vino infatti è decisamente godibile. Il colore è un rosa delicato, opalescente, con profumi di fruttini di rovo e erbe dell’orto, pasticcini alla rosa. Molto saporito e piacevole, al gusto esprime anche una bella freschezza agrumata. La struttura è equilibrata, coerente: un frizzante che non indulge a raffinatezze, ma si presenta in tutta la sua autenticità un po’ rustica. Un vino a cui basta un apribottiglie e un paio di amici con i quali brindare senza altri fronzoli.
Chiudiamo con una piccola chicca, prodotta in numeri da edizione speciale per collezionisti (appena 3000 bottiglie) e proveniente da quel magico giardino dei vitigni perduti e ritrovati che è la Conservatoria di Albino Armani:
“Foja Zicolà” 2024, Vigneti delle Dolomiti IGT. Chi conosce la Val d’Adige, sa che la Foja Zicolà e la Foja Tonda sono due lambruschi trentini, due vitigni autoctoni che niente hanno a che vedere con i più noti omonimi emiliani. Ma è con questi nomi che i contadini del posto hanno sempre indicato gli attuali Enantio e Casetta. Oggi entrambe queste varietà hanno trovato il loro posto nel panorama enologico italiano e soprattutto sono fortemente identificative della loro area d’origine, la Val d’Adige, appunto.
Questo Foja Zicolà è perciò l’Enantio, il Lambrusco a foglia frastagliata, col vestito rosa delle Feste. Le uve provengono da un vigneto di Borghetto in Vallagarina dove per oltre un secolo i nonni di Albino Armani hanno coltivato quest’uva, sopravvissuta alla fillossera perché saldamente piantata su un suolo di sabbia e limo. Vinificato in rosa, il solitamente rosso e tannico Enantio acquista un carattere più gentile: il colore è un rosa antico antico leggero, con sfumature di oro rosa. I profumi rimandano ai fruttini di rovo e a erbe aromatiche dell’orto (salvia, mentuccia). In bocca ha una bella sapidità, il gusto ricorda i chicchi di melograno e agrumi rossi piccoli e dolci come il mandarino, e la chiusura è netta, pulita. Ottima la bevibilità. Da stapparsi al momento dello scambio di regali perchè non sgomita per accentrare su di se’ tutta l’attenzione e si fa compagno della gioia della convivialità.
E Buon Natale a tutti!