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Un esempio di tavola natalizia italiana, così come se l’immagina l’AI.

Un Natale In Rosa

December 12, 2025 in Viaggi & Assaggi

Tempo di cene (aziendali, amicali, parentali) e non sapete che vino portare? Con uno spumante secco si va sempre abbastanza sul sicuro. Si abbina piuttosto facilmente con tutto, con le sue bollicine fa festa anche da solo, e in genere non intimorisce nessuno (e se siete alle prime armi con il vino e odiate sentirvi intimoriti, c’è un libro per voi, qui).

Se poi lo spumante è rosa, meglio ancora, perché con il bianco, il rosso, il verde, l’oro e l’argento, il rosa è un colore natalizio.

Quelli che seguono perciò sono 3 suggerimenti su vini rosa, sparkling e no, con i quali potete celebrare queste Feste 2025.

Le Morette, “Cépage Rosé” Chiaretto Spumante Brut DOC. Da una delle aziende luganiste più famose e rappresentative della DOC, un eccellente esempio di Chiaretto di Bardolino spumante: fatto con il tradizionalissmo tris di Corvina, Rondinella, Molinara, ha un bellissimo colore rosa perlaceo brillante, profumi golosi di piccola frutta rossa e fiori rosa, e un gusto altrettanto fruttato, fresco, molto elegante, e fin troppo facile da bere. Ideale come calice di benvenuto degli ospiti, o per iniziare la serata con un sorriso.

Valle dell’Acate, “Fil d’Oro – Metodo Ancestrale 2024, IGT Terre Siciliane. Valle dell’Acate è una storica azienda del Ragusano, in Acate (Vittoria). Potevano non fare Frappato? E infatti eccolo qui, in versione leggermente frizzante (i francesi direbbero petillant) , rosa e – ohibò! – chiuso con un tappo corona. Un omaggio alla tradizione, e avercene, di queste tradizioni. Il vino infatti è decisamente godibile. Il colore è un rosa delicato, opalescente, con profumi di fruttini di rovo e erbe dell’orto, pasticcini alla rosa. Molto saporito e piacevole, al gusto esprime anche una bella freschezza agrumata. La struttura è equilibrata, coerente: un frizzante che non indulge a raffinatezze, ma si presenta in tutta la sua autenticità un po’ rustica. Un vino a cui basta un apribottiglie e un paio di amici con i quali brindare senza altri fronzoli.

Chiudiamo con una piccola chicca, prodotta in numeri da edizione speciale per collezionisti (appena 3000 bottiglie) e proveniente da quel magico giardino dei vitigni perduti e ritrovati che è la Conservatoria di Albino Armani:

“Foja Zicolà” 2024, Vigneti delle Dolomiti IGT. Chi conosce la Val d’Adige, sa che la Foja Zicolà e la Foja Tonda sono due lambruschi trentini, due vitigni autoctoni che niente hanno a che vedere con i più noti omonimi emiliani. Ma è con questi nomi che i contadini del posto hanno sempre indicato gli attuali Enantio e Casetta. Oggi entrambe queste varietà hanno trovato il loro posto nel panorama enologico italiano e soprattutto sono fortemente identificative della loro area d’origine, la Val d’Adige, appunto.

Questo Foja Zicolà è perciò l’Enantio, il Lambrusco a foglia frastagliata, col vestito rosa delle Feste. Le uve provengono da un vigneto di Borghetto in Vallagarina dove per oltre un secolo i nonni di Albino Armani hanno coltivato quest’uva, sopravvissuta alla fillossera perché saldamente piantata su un suolo di sabbia e limo. Vinificato in rosa, il solitamente rosso e tannico Enantio acquista un carattere più gentile: il colore è un rosa antico antico leggero, con sfumature di oro rosa. I profumi rimandano ai fruttini di rovo e a erbe aromatiche dell’orto (salvia, mentuccia). In bocca ha una bella sapidità, il gusto ricorda i chicchi di melograno e agrumi rossi piccoli e dolci come il mandarino, e la chiusura è netta, pulita. Ottima la bevibilità. Da stapparsi al momento dello scambio di regali perchè non sgomita per accentrare su di se’ tutta l’attenzione e si fa compagno della gioia della convivialità.

E Buon Natale a tutti!

Tags: Natale 2025, Le Morette, Albino Armani, Valle dell'Acate, Conservatoria, Enantio, Casetta
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Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.


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