Feudo Stagnone non è solo il brand della linea HoReCa di Cantine Birgi. E’ un progetto di promozione territoriale, nel quale si intendono unire tutte le forse che operano su questo pezzo straordinario e unico del territorio siciliano che è Marsala e le sue saline. Una sinergia che mette al centro non solo uno o due prodotti, ma tutto ciò che può offrire questa parte della regione.
A nostro avviso, è un cambio di ottica non banale: per una volta, non si parla di enoturismo come di un volano economico quasi unico e imprescindibile per una zona. L’enoturismo è e sarà sempre importante, ma non sarà il solo: accanto ad esso, altri elementi d’interesse si stanno sviluppando.
Il sale, per esempio. Come quello della Saline di Ettore e Infersa, uno dei luoghi più magici e suggestivi dell’intera isola. Una miniera a cielo aperto da cui si ricava l’unico sale DOP italiano. L’isola di Mozia, con i suoi vigneti e i resti archeologici. Gli sport acquatici. L’entroterra. E sì, ovviamente anche le cantine.
Giuseppe Figlioli, presidente di Assoenologi Sicilia, è l’enologo e il direttore di Cantine Birgi. In questa intervista, tenutasi nei loro vigneti di Grillo quasi fronte-mare, ci spiega come si articola il progetto Feudo Stagnone, che prende il nome da quella che è diventata di recente anche una delle quattro Unità Geografiche Aggiuntive del vino Marsala (le altre sono Altopiano dei Bagli, Triglia e San Nicola).