Chardonnay

Il varo della Riserva dei Consoli

Prendi un gruppo di persone varie e assortite tra loro - un noto musicista, giornalisti e wine bloggers, agenti, enotecari, un enologo, i titolari di un'azienda franciacortina - caricali su una motonave centenaria insieme ad una tinozza colma di ghiaccio e due belle magnum di Franciacorta e lasciali a scorazzare per una giornata sulle acque del lago d'Iseo. Tra Sulzano e Peschiera Maraglio. 

E che l'avventura cominci.

E' stato un vero e proprio varo, quello dedicato all'ultimo nato di casa Villa Crespia, avvenuto un lunedì mattina a ridosso della maratona del Vinitaly.  

Il Franciacorta Brut La Riserva Dei Consoli è un metodo classico di chardonnay in purezza vendemmiato nel 2004, fermentato tra acciaio  legno con lieviti selezionati in azienda, affinato ancora tra acciao e legno e poi lasciato tranquillo a rifermentare in bottiglie per 70 mesi.

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Il Soave, le Cantine sociali e gli altri (prima parte)

 Nel calcio lo si dice spesso: "Squadra che vince, merito dei giocatori, squadra che perde, colpa dell'allenatore".

Un proverbio che potrebbe essere adottato, in un certo senso, anche dalle denominazioni vinicole. Finché le cose vanno bene per tutti, il merito è, in genere, soprattutto delle aziende private, ma se il mercato entra in affanno e le vendite di vino vanno a picco, la colpa è delle cantine sociali.  Ribassano, svendono, strangolano, monopolizzano il mercato... e a fare le spese di tutto questo sono i piccoli-medi produttori. Così dicono (le aziende private, non le cantine sociali). Da Nord a Sud Italia il coro delle lamentazioni si leva unanime: laddove ci sono aziende del vino che soffrono, c’è sempre una cooperativa colpevole di qualcosa.

Ma è davvero così?
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