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Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

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Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
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sabato
set032011

Vendemmia 2011 in Veneto Occ.: parola d'ordine, raccogliere subito

Prima di cominciare a leggere, un consiglio:

1) prendete le trionfali previsioni vendemmiali strombazzate a giugno 2011 (le migliori sono quelle di Fedagri-Confcooperative);

2) stampatele su carta di buona qualità;

3) piegate il foglio così;

4) aprite la finestra e lanciate, ammirando compiaciuti l'elegante volo del vostro aeromodello...

Fatto? Bene. Possiamo cominciare. Seriamente.

Venerdì 2 settembre si è tenuta nella sala congressi di Borgo Rocca Sveva , a Soave,il consueto "Focus sulla vendemmia", organizzato dalla sezione Veneto Occidentale di Assoenologi. Gli agronomi di 4 aree produttive di questa parte del Veneto si sono alternati sul palco - moderava l'amico giornalista e scrittore enogastrovitivinicolo di TeleArena Stefano Cantiero - per spiegare che bella sarebbe stata questa vendemmia se ad un certo punto avesse cominciato a piovere. Non troppo, giusto un po', una pioggia rinfrescante per tutti, ma vitale per le vigne. Le quali, a fronte di tanta perdurante calura, negli ultimi quindici giorni hanno incrociato i rami (metaforicamente parlando) e hanno smesso di lavorare. Con quasi 40 gradi - il 23 agosto si è toccata nella Doc Soave la temperatura più alta dal 1930 ad oggi: 38,9 gradi centigradi - sfido chiunque a far qualcosa, all'aperto. Fuor di metafora, lo stress idrico comincia a farsi pesante un po' ovunque.

Ecco la situazione nel dettaglio:  

Doc Bardolino (analisi sulle uve corvina e rondinella): c'è un anticipo di maturazione, le gradazioni zuccherine si presentano più alte del dato medio degli ultimi 22 anni, con un valore più simile a quello del 2009. L'acidità è piuttosto bassa, anche se non come nel 2003. Nelle zone più vicine a Garda l'acido malico (importante ai fini della durata della freschezza ai vini) si sta rapidamente degradando. La maturazione tecnologica (ovvero il raporto tra zuccheri e acidi) però si mostra soddisfacente. Consiglio finale : raccogliere subito, sia la corvina che la rondinella. Secondo le date stabilite dal Consorzio di tutela del Bardolino, il 7 settembre potrà iniziare la vendemmia delle uve per il Bardolino Novello, il 12 per quelle del Bardolino Doc, il 19 per quelle del Bardolino Docg.

Doc Valpolicella: l'estensione della zona di produzione e la variabilità dei suoli e delle situazioni, porta ad una grande variabilità anche dei dati. Si registrano fasi vegetative anticipate, uno stato sanitario delle uve generalmente buono, ma parecchie scottature sulle uve. Anche in queste zone l'acido malico sta calando, e così dicasi dell'estraibilità degli antociani (i pigmenti idrosolubili). Nel complesso, un'annata tranquilla, "semplicemente" buona (non eccezionale). Le uve da destinare all'appassimento sono già in fase di raccolta dal 1 settembre, tutte le altre a seguire tra l'8 e il 19 settembre.

Doc Colli Berici: mai vista un'annata così anomala. Uve di varietà diverse, bianche e rosse (dalle precoci alle tardive) non rispettano il loro carattere e stanno maturando tutte insieme, provocando non pochi disagi a chi deve raccogliere e incantinare. Anche in queste zone si registrano molti danni da scottature nei vigneti sottoposti a defogliazione. L'acido malico presenta valori soddisfacenti nelle uve precoci come il pinot grigio, ma impensieriscono le gradazioni zuccherine, che arrivano anche a 20 gradi Babo (pari a una gradazione in alcol del vino finito che supera i 13 gradi e mezzo. Per saperne di più su queste equivalenze e molti altri argomenti, leggete  il manuale). La produzione si prospetta in calo: in compenso, i vini rossi di quest'annata dovrebbero presentarsi di ottima qualità.

Doc Soave: in un millesimo così strano e tormentato, la garganega è l'uva che sta dimostrando le migliori capacità di adattamento: è una cultivar così flessibile che si comporta come una tardiva o una precoce a seconda se l'annata è più fredda o più calda. Il mese cruciale per la garganega infatti non è (come per le altre) agosto, bensì settembre . Per questo si adatta a quel che passa il ...tempo nel periodo che va dall'invaiatura alla raccolta.
Insomma: il 2011 è un'annata precoce, con alte gradazioni zuccherine, ma una buona dotazione aromatica. Rispetto al passato l'acidità è in calo, ma l'equilibrio zuccheri-acidi si presenta migliore rispetto al 2007.

Le conclusioni generali del convegno le ha poi tratte il presidente di Assoenologi V.O. ed enologo della Cantina di Soave, Luigino Bertolazzi: "Non si riesce a prevedere più nulla. Per questo bisogna essere ancora di più padroni della situazione nel vigneto, con una gestione non solo corretta, ma moderna anche tecnologicamente. Il 2011 oggi si presenta come un anno difficile da valutare, ma non bocciamolo subito solo perchè è così caldo: anche il 2010 non ci era apparso esaltante, eppure oggi ci stiamo ricredendo, perchè i vini si stanno comportando molto bene. Perciò, sotto con la vendemmia: è il momento di raccogliere!"

 

Reader Comments (3)

Buonasera, mi fa piacere condividere la mia esperienza in zone abbastanze interne della toscana, Lucca, Firenze, Arezzo, Montalcino.

La stagione è pertita prestissimo, al vinitaly le gemme erano già belle aperte, la stagione è stata mite con una buona piovosità, in certe zone lavorando in bio e bd, siamo dovuto stare attento anche ad attacchi tardivi di peronospora, quindi il clima era buono.

Il grande caldo di fine luglio e agosto ha accellerato ulteriormente le fasi vegetative e abbiamo potuto iniziare a raccogliere il merlot in lucchesia con analisi di tutto rispetto e capacità fermentativa ottima.

I notevoli sbalzi termici tra la notte e il giorno hanno consentito alle piante di non risentire immediatamente dello stress termico mantenendo acidità, profumi e fragranza.

Le piante hanno comunque iniziato a vegetare presto ed anche se adesso le temperature sono più miti ma sempre alte, anche se la rugiada notturna sta facendo riprendere vigore agli acini, siamo avanti, molto avanti ma a mio avviso la qualità non è compromessa soprattutto se la gestione delle piante e del terreno è fatta in modo organico, le piante reagiscono molto meglio ad ogni tipo di stress, certo che il lavoro deve essere attento e rivitalizzante.

Non butterei una croce addosso a tutto il 2011, ho letto una biografia di Cheval Blanc che per un grande Chateau non esistono cattive annate, ogni anno si deve essere così attenti ad intepretare l'annata da poter portare in cantina e in tavola un vino che rappresenti in modo ottimo quell'annata.

Si sono viste scene di panico per viti sfogliate eccessivamente per far cuocere i grappoli ancora verdini, scene di gente che non poteva vendemmiare perchè i tempi di carenza del sistemico lo impedivano, scende di gente con le vigne in dialisi da concime chimico magari con irrigazione che hanno dovuto comprare pancali di acido.
Sono nel mondo del vino da quando sono nato ed ogni anno ho visto il bello e il brutto di questo bellissimo settore.

Il mondo del vino è un cane che si morde la coda, ogni anno sembra la vendemmia del secolo, basterebbe parlare in modo critico e consapevole come Lei in questo post.
Ogni anno chi lavora male deve fare magheggi, ogni anno chi lavora bene fa il vino di quell'annata.

buon lavoro

FF

settembre 6, 2011 | Unregistered Commenterfilippo f

Grazie per la tua testimonianza Filippo! Hai detto una cosa inattaccabile: bisogna saper interpretare l'annata, e riuscire a portare in cantina il meglio che quell'annata può darci... Ovvero, risultati che sono sempre diversi. Il problema principale del mondo del vino è che abbiamo abituato i consumatori ad avere vini uguali ogni anno, e a fronte di uve diverse bisogna ricorrere alla chimica per ovviare alle carenze (o supposte tali) della Natura.
Con risultati, nel migliore dei casi, appena sufficienti.

settembre 6, 2011 | Unregistered CommenterLizzy

Mi sembra però che i consumatori abbiano una gran voglia di riscoprire certi sapori strettamente legati all'annata, senza tornare al semplice vino del contadino, spesso difettoso ma facendo al contrario grandi vini, da tutti i giorni a da occasione.
Saluti

settembre 7, 2011 | Unregistered CommenterFilippo F

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