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Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

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Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
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ago292010

Il grido di aiuto dei vignaioli piemontesi (filari di barbera affittasi...)

Non sono tempi facili, questi, per il settore vitivinicolo. Soprattutto quello cooperativo. Mentre c'è chi si illude di risolvere i suoi annosi problemi "lavando i panni sporchi in casa", nell'illusione che nessuno si accorga di nulla (nell'era di Internet! beata ingenuità!), altri scelgono al contrario di gridare ai quattro venti tutta la loro frustrazione e di mettere in piazza le loro difficoltà.

Accade così che un nutrito gruppo di Consorzi di tutela, Cantine sociali e gruppi di vignaioli acquistino un'intera pagina sul quotidiano "La Stampa" per far sapere all'universo mondo che ormai non ce la fanno più.

"La Barbera e il Monferrato Dolcetto rischiano di scomparire dalle colline del Piemonte - scrivono i firmatari a caratteri cubitali - Il vigneto non rende più, e molti viticoltori abbandonano. 12 mila famiglie non hanno più alcuna certezza economica per il loro futuro! Noi Cantine e Consorzi abbiamo fatto e stiamo facendo il massimo, ma degli aiuti richiesti non abbiamo ottenuto nulla!. I nostri politici cosa fanno? ... Ci devono sostenere non con tante belle parole, ma con fatti concreti!. Segue l'inevitabile appello ad un gruppo di politici, ai quali chiedono aiuto perchè non sono in grado di affrontare l'ormai prossima vendemmia. "Alcune cantine sono in difficoltà a ritirare le uve dei propri soci". L'appello si conclude con una chiamata a tutti i viticoltori e a chi ama il Piemonte per una manifestazione, il 2 settembre alle 10 in piazza Alfieri ad Asti, dove renderanno pubbliche le loro richieste e faranno sentire la loro protesta.

Questi i fatti. Ora, la domanda: come si è potuti arrivare a questo punto? Sono anni che il Piemonte dei vini è in affanno. Cosa è stato fatto finora per cercare d'invertire la rotta? Il settore pubblico potrà intervenire - se ne avrà voglia - con qualche azione-tampone volta a ridare un po' di ossigeno finanziario al settore: ma non potrà farlo per sempre. Quali strategie pensano di mettere in atto, Cantine e Consorzi, per arrivare ad una soluzione dei loro problemi sul medio-lungo termine?

In attesa che qualcuno, più addentro di noi alle faccende piemontesi, ci dia qualche risposta, segnalo una piccola ma significativa iniziativa di un Comune piemontese, Castagnole delle Lanze. Niente di originale, per carità, ma è la dimostrazione che da qualche parte il famoso spirito pragmatico dei piemontesi non ha ancora ceduto il passo alla rassegnazione e alla pubblica lagnanza.

"Mi chiamo Marco Cortese e sono un Assessore del Comune di Castagnole delle Lanze. Con i suoi 3.800 abitanti Castagnole è uno dei tanti comuni che contraddistingue il basso Piemonte. A forte vocazione agricola e vinicola, nello specifico il nostro comune si trova tra le famose colline delle Langhe e del Monferrato. Vi scrivo perché la nostra amministrazione comunale sta cercando con ogni mezzo (purtroppo pochi attualmente) di evitare che il nostro patrimonio di vigneti storici muoia a causa della terribile crisi che ha colpito anche il settore enologico e che rischia di obbligare i nostri viticoltori ad abbandonare i vigneti a causa dei prezzi con i quali le cantine ritirano le uve barbera destinate alla produzione di vino. Negli ultimi due anni molti dei nostri viticoltori hanno venduto sottocosto le uve, che con tanta passione hanno seguito. Per cercare di evitare tutto ciò abbiamo pensato di agire per far nascere nel pubblico la voglia e l’interesse non tanto nell’acquisto di una bottiglia di vino ma la voglia di aiutare un settore in difficoltà facendo una buona azione... Vogliamo invitare chiunque ad adottare un pezzetto del nostro territorio e nello specifico un filare della nostra uva barbera. Chi aderisce all’iniziativa si prende in carico una parte di vigna che verrà lavorata con passione e cura dai nostri contadini e le cui uve saranno vinificate nel migliore dei modi per produrre una barbera di qualità che porterà l’etichetta e il nome di colui che ha adottato quella porzione di vigna. Ovviamente durante l’adozione tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa verranno aggiornati su quello che succede, riceveranno immagini della lavorazione effettuata nella “loro “ vigna, e se lo vorranno potranno venire personalmente durante la vendemmia o durante la vinificazione ad assistere alle operazioni. La risultante di tutto questo sarà una serie di bottiglie di Barbera selezionata e di qualità che verranno prodotto con l’etichetta specifica della vigna e di colui che l’ha adottata. Queste bottiglie saranno consegnate a tutti coloro che hanno adottato la vigna, gratuitamente".

Per ogni informazione - compreso il prezzo dell'adozione - gli aspiranti adottandi possono visitare il sito o telefonare ai seguenti numeri: 335 7302299 / 335 241156 e chiedere dell'assessore Marco Cortese.

Reader Comments (5)

adottare una vigna? Mi sembra una iniziativa balordissima. La crisi c'è per tutti ma che ora i miliardari si mettano ad elemosinare mi sembra davvero troppo.

agosto 30, 2010 | Unregistered CommenterMarco

Più che altro una trovata pubblicitaria per far conoscere il territorio, mi diceva il presidente di un Consorzio piemontese...
Lizzy ti segnalo che il form per postare i commenti considera il mio URL: www.soavemente.net "unrecognized format"...
Saluti!

MG

agosto 30, 2010 | Unregistered CommenterM.Grazia

@Marco, coltivatori di uve miliardari non ne ho mai visti...produttori sì, ma qui parliamo soprattutto di semplici vignaioli.
@MG, qualunque sia il "secondo fine" di appelli come questo, è pur sempre un segnale di dinamismo...mentre sono abbastanza stanca di quelli che chiedono, appunto, l'elemosina pubblica, anche se la situazione piemontese non è clamorosa (e vergognosa) come quella trentina.

agosto 30, 2010 | Unregistered CommenterLizzy

Iniziativa bellissima, a favore di un settore fondamentale sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista sociale.
Un settore colpito ingiustamente da una crisi che non è solo economica, ma è anche frutto di un assurdo oscurantismo... !!

agosto 30, 2010 | Unregistered CommenterLarry

Per non dare tutti i torti a Marco, un'iniziativa balordissima sarebbe quella di adottare un filare di una vigna qualsiasi. In Piemonte ce ne sono tante di vigne che spianterei molto volentieri per via dell'infelice posizione, dell'insufficiente esposizione e delle assurde o errate scelte di portainnesto. Sono quelle che producono proprio quel vino che per qualita' insufficiente non trova collocazione alla vendita (qualcuno ha detto 200.000 ettolitri? Mi sembrano addirittura pochi...) e giace in attesa dell'aiutino politico a spese dell'intera comunita'. Ma adottare un filare di una vigna di qualita' non sarebbe mica male. Bisognerebbe avere le foto, le mappe, le caratteristiche dei vitigni e l'eta' del vigneto, la garanzia del sindaco. Del resto nel mondo del vino di qualita' c'e' gia' l'esempio delle futures, percio' quest'iniziativa potrebbe essere considerata come le futures dell'uva.....

agosto 31, 2010 | Unregistered CommenterMario Crosta

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