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Voglia di wine club

Negli Stati Uniti sono molto diffusi, e pare funzionino bene. In Italia nessuno, o quasi, sa cosa siano. Sono uno dei tanti oggetti (semi)sconosciuti di cui ci giungono gli echi da oltreoceano, o nei quali magari ci si è imbattuti durante qualche viaggio negli States.

Parliamo dei wine club: associazioni o gruppi di wine lovers che fanno capo ad un'azienda vinicola.

Oppure ad una organizzazione di vendita.

O anche ad una testata giornalistica non necessariamente specializzata (anzi).

O persino a dei privati cittadini.

Qui potete trovare una lista di wine club variamente intesi.

L'introduzione negli USA dei wine club è un fatto abbastanza recente: se con questo termine intendiamo un sistema per ricevere periodicamente a casa bottiglie di vino selezionate, ad un prezzo agevolato, allora il primo Wine Club è quello fondato nel 1972 da un certo Paul Kalemkiarian Sr, e oggi condotto dal figlio Paul Jr.

"Two great wines and the best price in the industry delivered to your door at the lowest shipping cost in the business. Everything is guaranted: you never pay for a wine you do not like" si legge ancora ancora oggi sul sito ufficiale del Club.

Oltre alle bottiglie, che lo stesso Kalemkiarian ogni mese propone all'acquisto, selezionando quelle che ritiene le migliori tra le centinaia che assaggia, il socio riceve tutte le informazioni riguardo i vini che acquista e grazie ai materiali più diversi (dalla newsletter periodica ai corsi di degustazione, dai podcast ai video ), un po' alla volta si costruisce la sua personale cultura del vino.

Un'altra grande categoria di wine club, probabilmente la più nota, è quella che fa capo alle aziende del vino: se nel primo caso il fine è soprattutto quello di fare cultura vendendo vino, in questo caso l'obiettivo è quello di vendere vino facendo cultura.

O viceversa. :-)

Il meccanismo comunque non cambia molto: si tratta pur sempre di un'associazione cui si aderisce per ricevere ogni tanto (ogni mese, ogni tre mesi, due volte l'anno...) i vini che interessano, o per comprare quelli che l'azienda propone. Se ben gestito, un wine club permette ad una cantina di raggiungere due scopi principalmente: vendere vino ai suoi clienti finali, anche fuori dai confini del suo Stato (il famoso/famigerato three-tier-system non permette la vendita diretta dal produttore al consumatore: pensate quanto siamo fortunati in Italia) e fidelizzare i clienti stessi. E' sottinteso che, per avere questi ultimi, l'azienda deve aver sviluppato una buona vocazione all'enoturismo.

Attivare e far vivere un wine club non è affar di poco, se è vero che molte aziende incaricano una o più persone di occuparsene: chi infatti immagina che tutto quel che fa il wine club è proporre di tanto in tanto una degustazione di vini in azienda (o un corso di cucina, una serata a tema, o simili), inviando regolarmente una newsletter in cui propone di acquistare questa o quella bottiglia, farà meglio ad aggiornarsi.

Oggi i wine club che funzionano sono dei centri di cultura del vino del proprio territorio e degli ambienti di condivisione delle esperienze dei soci, nei quali è normale trovare le tecnologie più avanzate (come questa).

Ai loro soci propongono degustazioni, ma organizzano anche viaggi in altre aree vinicole, alla scoperta di nuovi vini e nuove aziende (cari produttori, pensavate di parlare/assaggiare/spiegare solo di voi stessi e dei vostri vini, eh? sbagliato!).

In America, si diceva, i wine club sono noti e diffusi: in Italia non sono ancora arrivati, se mai arriveranno.

In ogni caso, per chi volesse provare a lanciarne uno per la propria azienda, ecco qualche consiglio:

1) Decidi il focus del tuo wine club: il divertimento di stare tra appassionati di vino, che lo assaggiano e ne discutono? L'educazione al bere sempre meglio? L'informazione e l'aggiornamento tecnico? La cultura del bere in genere? L'optimum, ovviamente, è un mix ben calibrato di tutti questi aspetti. Più ricchi d'interesse saranno i vari appuntamenti, maggiore sarà il successo del wine club, perciò metti in conto fin da subito d'invitare (e pagare...) qualche illustre ospite esterno, ogni tanto;

2) Comincia in piccolo: non più di 10 membri, per iniziare, in modo che possano socializzare tra loro;

3) Scegli i membri tra persone con interessi comuni; coinvolgi ciascuno di essi, a turno, nell'organizzazione degli incontri, in modo che l'associazione al wine club sia un fatto attivo, non un semplice atto di presenza;

4) Stabilisci un budget mensile per le spese dell'attività del wine club: si tratti del cibo per una cena a tema o di un proiettore per diapositive;

5) Stabilisci delle regole: in un wine club non si assaggiano solo i vini della propria azienda, ma anche e soprattutto quelli di altri. Decidi chi deve procurarli, e a quali condizioni. Soprattutto, mettiti d'accordo con gli associati nello stabilire un tetto massimo di spesa.

Parole d'ordine? Enjoy & share!