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Novità! eBook!

Il mio primo eBook, ideato e scritto con Giampiero Nadali; un manuale digitale dedicato ai nuovi turisti del vino sempre più interattivi e digitali.
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Perché VinoPigro?

Perché il vino è un prodotto della natura. E la natura ha i suoi tempi. Non i nostri, sempre così affannati, nevrotici, insufficienti. Per fare un grande vino ci vuole tempo, per fare un bambino ci vuole tempo, per fare del pane (quello buono) ci vuole tempo, tempo... e tranquillità. Anche per scrivere ci vuole tempo, perciò non pensiate di trovare nuovi post ogni santo giorno. Prendetevi tempo per leggere queste pagine. E lasciatene un po’ anche a me: ad essere pigro non c’è solo il vino.

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eBook

Palate Press presenta l'eBook sul primo anno di attività. Oltre 100 diversi autori da tutto il mondo hanno contribuito con più di 800 storie sul vino, dalle semplici recensioni alle complesse discussioni sulla scienza del vino. L'eBook "The Best of the Press" raccoglie le storie più apprezzate dai lettori nel primo anno attività.
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giovedì
giu022011

A toast to wine freedom - Italian version

Riprendo, adattandola, la lettera aperta che l'amico wine blogger Robert McIntosh, di Vrazon, ha pubblicato in questi giorni sul suo blog. E' indirizzata alle aziende del vino. Inutile specificare che la condivido dalla prima all'ultima riga. Anzi, lo ringrazio per aver scritto a chiare lettere cose che avrei dovuto palesare anch'io, e da parecchio tempo.

 "Gentile Cantina, sono venuta a sapere che i tuoi meravigliosi vini, celebrati dagli appassionati  di tutto il mondo come straordinari esempi di artigianato e scienza della vinificazione, a causa delle tue azioni e inazioni sono stati imprigionati digitalmente e bloccati lontano dallo sguardo d’apprezzamento di milioni di potenziali bevitori. 

E 'stato chiaramente stabilito per convenzione internazionale  che l'uso di siti web basati su Flash è una punizione crudele e insolita. Gli amanti del vino che desiderano goderlo (...) non dovrebbero aspettare secoli in attesa che l’animazione si carichi sullo schermo, sorbirsi filmati autocelebrativi e irrilevanti, o dover installare plug-in solo per vedere delle bolle scoppiare sullo schermo, o delle fotografie che vanno avanti e indietro con la messa a fuoco. 

La gente ha il diritto di leggere, ascoltare, vedere e interagire con i tuoi vini ovunque si trovi, con i suoi dispositivi mobili di marca Apple, e non essere bloccata da scelte tecnologiche dettate dalla tua vanità.

I tuoi vini hanno un messaggio da condividere e un ruolo da svolgere nel portare la felicità, l'espressione culturale e il cameratismo tra le persone in tutto il mondo, quindi perchè ti ostini a nascondere la tua bella personalità dietro a un sistema di denominazioni che sembra essere stato progettato per essere compreso solo dai burocrati?

Perché ti rifiuti di utilizzare i canali di comunicazione disponibili per condividere informazioni effettivamente utili? Perché l'etichetta viene trattata come un tag di identificazione, invece che come un altoparlante? Perché non sei riuscita a creare una piattaforma, come ad esempio un blog o un altro canale di comunicazione aperto, per consentire alle persone di interagire con te? Stai nascondendo qualcosa? Di che cosa hai paura?

Perché si parla ancora in “codice vino", escludendo coloro che non sono iniziati ad un modo di esprimersi ampolloso, a volte incomprensibile, fumoso e spesso ridicolo? . E'  venuto il momento per il vino (...) e la sua storia di essere liberati da queste ingiustizie, e lasciati liberi di viaggiare senza ostacoli attraverso i canali digitali.

Io chiederò a miei amici e ad ogni persona amante del vino che riuscirò a raggiungere di ripetervi questi punti in ogni occasione. Confido nel fatto che tale pressione vi aiuterà a realizzare il grande potenziale insito in un futuro più aperto.

Cordialmente, 

Un amante digitale del buon vino".

 

 

 

Reader Comments (7)

Il non sapersi raccontare , per i produtttori di vino, nasce dal fatto che ci si sente tutti investiti dal 'Sacro Fuoco della Creazione Produttiva ' ed utilizzare parole semplici, alla poratat di tutti ed interagire con la gente sembrerebbe svilire cotanta creatività.
Questo è quello che vedo in giro, ma non è quello che mi piace
claudia

giugno 2, 2011 | Unregistered Commenterclaudia

Beh, se c'e' qualcosa che ho fatto in questi anni, oltre a produrre vini di opinabile qualita', e' stato quello di cercare di contribuire allo svecchiamento del messaggio e all'apertura verso il mondo esterno. Quanto io stesso possa fare per la mia azienda e quanto ancora ci sia da fare non mi e' ben chiaro, ma sicuramente non poco. Segnali positivi ci sono, ma il mondo corre e noi si ha a volte l'impressione di faticare non poco a stargli dietro.

giugno 2, 2011 | Unregistered Commentergianpaolo paglia

@Gianpaolo, tu sei un case history nella storia della nuova comunicazione del vino da parte delle aziende, perciò non è ai pochi come te che è indirizzata questa lettera! Ma sicuramente l'avevi capito.
E, sì, hai ragione, il mondo corre in fretta. Ma noi siamo allenati. :-P
No?

giugno 2, 2011 | Unregistered CommenterLizzy

Tantissime grazie :) Speriamo che qualcuno stia ascoltando

Flash è inutile e fastidioso e di sicuro non aiuta la comunicazione.. Oltretutto realizzare siti in Flash è costoso e controproducente per l'indicizzazione.. Credo che un buon vino faccia parte di uno stile di vita e credo che sia questo che vada comunicato..

giugno 4, 2011 | Unregistered CommenterFrancesco d'Elia

Mi permetto di dare un consiglio da appassionato di vino e sistemi operativi sugli smartphone e tablet. Per ovviare alla mancanza di flash sui melafonini/ipad, è sufficiente passare al sistema operativo Android di Google, che oltre ad avere la piena compatibilità con il Flash Player(preciso però su device che abbiano un processore di almeno 1 ghz), nel giro di soli due anni e mezzo è già diventata la piattaforma più diffusa e venduta nel mondo per smartphone.

giugno 4, 2011 | Unregistered Commentermichele malavasi

@Grazie Michele, da utente di iPad lo terrò presente! Tuttavia, da esperta di comunicazione mi permetto di ricordare che "the content is king". Meno fronzoli estetici e più sostanza. L'occhio vuole la sua parte, certo, ma si tratta apunto di una "parte", non dell'intero.

giugno 4, 2011 | Unregistered CommenterLizzy

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